01.02.2007
accade a Roma
Domus
Aurea - Aperto per restauro
Domus Aurea - Colle Oppio
dal 6 febbraio 2007
Informazioni e prenotazioni 06.39967700 (lunedì-sabato 9-13.30/14.30-17)
Con il progetto “Aperto per restauro” sono in programma visite guidate al
cantiere di restauro della Domus Aurea dal martedì al venerdì dalle 10
alle 16 ogni 40 minuti per gruppi di massimo 20 persone. Accompagnati da
operatori didattici, i visitatori potranno salire sui ponteggi della Sala
della Volta Dorata per conoscere le problematiche inerenti i fattori di
degrado e le tecniche di restauro del sito archeologico e dei suoi dipinti.
Prenotazione obbligatoria.
Domus Aurea
Subito dopo l’incendio del 64 d.C., che distrusse gran parte del centro di Roma, l’Imperatore Nerone fece costruire una nuova residenza, molto più grande e più lussuosa di quella che aveva sul Palatino, con le pareti ricoperte di marmi pregiati e le volte decorate d’oro e di pietre preziose, tanto da meritare il nome di Domus Aurea.
La nuova abitazione si ispirava, con scelte innovative ed originali, alle regge orientali: venne progettata dagli architetti Severo e Celere e decorata dal pittore Fabullo. L’enorme complesso comprendeva sconfinati vigneti, pascoli e boschi, un lago artificiale, immensi tesori saccheggiati nelle città d’Oriente e preziosi ornamenti, fra i quali una colossale statua dell’Imperatore nelle vesti del dio Sole.
Alla morte di Nerone i suoi successori cercarono di seppellire e cancellare ogni traccia del palazzo. I lussuosi saloni furono spogliati dei rivestimenti e delle sculture e riempiti di terra fino alle volte e sopra furono costruite le grandi terme di Tito e di Traiano. Nella valle sottostante fu edificato il Colosseo, il monumentale anfiteatro che conserva nel nome il ricordo del Colosso di Nerone che gli venne posto accanto.
Le fastose decorazioni a fresco e a stucco della Domus Aurea rimasero nascoste fino al Rinascimento. Allora alcuni artisti appassionati di antichità, tra cui Pinturicchio, Ghirlandaio, Raffaello, Giovanni da Udine e Giulio Romano, calandosi dall’alto in quelle che loro pensavano fossero delle grotte, iniziarono a copiare i motivi decorativi delle volte.
Per questo le decorazioni furono chiamate
“grottesche”. Con la riscoperta iniziarono i problemi della conservazione
delle pitture e degli stucchi, che sbiadirono velocemente a causa
dell’umidità e finirono per essere dimenticati. Solo dopo i ritrovamenti
degli affreschi di Pompei gli studiosi si interessarono di nuovo alle
grottesche romane e nel 1772 furono ripresi gli scavi nella Domus Aurea.
Con il progetto “Aperto per restauro” sono in programma visite guidate al
cantiere di restauro della Domus Aurea. Accompagnati da operatori didattici,
i visitatori potranno salire sui ponteggi della Sala della Volta Dorata per
conoscere le problematiche inerenti i fattori di degrado e le tecniche di
restauro del sito archeologico e dei suoi dipinti.
Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali,
Soprintendenza Archeologica di Roma
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