26.12.2006
accade a Roma
TEATRO
QUIRINO
dal 26
dicembre 2006 – 7 gennaio 2007
LO SCHIACCIANOCI
con la partecipazione straordinaria di Andrè De La Roche
Regia e Coreografia di Mario Piazza
Musica di Petr Il’ic Cajkovskij
Nuovo libretto ed elaborazione drammaturgica di Riccardo Reim
Assistente alla Regia Ludovic Party
Maître de Ballet e Assistente alle Coreografie Stefania Di Cosmo
Scene e Costumi Giuseppina Maurizi
Light Designer Carlo Volpe
COSTUMI REALIZZATI DA SARTORIA FARANI DI ROMA
UNA NUOVA VERSIONE PER “LO SCHIACCIANOCI”,BALLETTO POPOLARISSIMO, CON ANDRE’
DE LA ROCHE,LA COMPAGNIA DEL BALLETTO DI ROMA,LA REGIA DI MARIO PIAZZA E LA
ELABORAZIONE DRAMMATURGICA DI RICCARDO REIM.
Lo Schiaccianoci è divenuto, in un tempo relativamente breve (in Italia
debutta nel 1938) un balletto popolarissimo, spesso usato – e abusato – come
una sorta di ‘strenna’ natalizia, una specie di fiaba gioiosa dedicata
all’infanzia. In realtà, Lo Schiaccianoci è semmai dedicato, verrebbe da
dire, alla tragedia dell’infanzia ovvero al doloroso e traumatico atto del
crescere, al difficoltoso abbandono del mondo dei giochi e delle sicurezze,
al superamento di quella “linea d’ombra” che segna il passaggio verso le
tortuosità dell’adolescenza…
Adottando l’andamento e gli espedienti del thriller e coniugandoli con il
linguaggio della danza contemporanea, Lo Schiaccianoci – con la sua
dilatazione mostruosa della dimensione domestica, le sue mini-battaglie, la
violenza e l’orrore sottesi in tutta la narrazione – si presta a farsi
specchio fedele delle generazioni odierne, precocemente private
dell’infanzia (e quindi del diritto all’innocenza) dall’informazione
ossessiva dei media, che hanno ormai trasformato la guerra e ogni altra
violenza in ‘spettacolo’ da guardare con distratta indifferenza in qualsiasi
momento della giornata…
In questa nuova versione, dove spesso situazioni e psicologie vengono
letteralmente ribaltate, lo Schiaccianoci – sorta di inquietante alter ego
di Drosselmeyer, quasi un Mr. Hyde – diviene il grumo di tutti gli incubi
della piccola Clara, sinistro personaggio capace di assassinare il
fratellino Fritz o di trasformarsi in una macabra Fata Confetto (simbolo
dell’ingannevole ‘dolcezza’ dei malvagi)… Passando di spavento in spavento,
Clara, novella Alice, si desterà quando ormai l’incubo sembra schiacciarla
senza più scampo: ritroverà i suoi cari, ma vedendoli ormai con occhi
diversi; gli occhi di chi – forse ancora confusamente – comincia a
comprendere che da quegli affetti bisognerà imparare a distaccarsi e a fare
da soli. Il tutto narrato secondo le regole e i ‘tranelli’ dei nuovi giochi
tecnologici: il sogno si sfrangia nell’incubo di un atroce videogame che
ingloba e imprigiona la protagonista, annullando ogni confine tra reale e
virtuale, dove non sono più tanto i giocattoli a prendere vita, bensì il
giocatore stesso a essere orribilmente trasformato in futile pedina…
Ogni possibile ‘riscatto’ andrà cercato dunque secondo tali regole, ma al
tempo stesso (ricordiamoci che si tratta di una fiaba e tale deve restare)
con i mezzi da sempre a disposizione di ogni creatura umana, ovvero la fede
in se stessi e nella nostra parte migliore, uniche vere ‘armi’ per
affrontare lo spinoso cammino degli adulti, alla conquista della propria
porzione di felicità.
Teatro Quirino,via delle vergini,7
Info :06/6794585
Biglietti da 16 a 30 euro