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26.12.2006 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                accade a Roma

Riapre Villa Torlonia

Una villa e un parco dove la cultura e l'ambiente fanno sognare

 

Una riapertura in grande stile con la riconsegna del Casino Nobile,

l’inaugurazione di una mostra al Casino dei Principi e il completamento dei lavori di restauro ambientale dei Giardini

 

Dopo un intervento di restauro a cura del Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali Sovraintendenza ai Beni Culturali durato 20 mesi con un impegno economico di 5 milioni e mezzo di euro, finalmente Villa Torlonia, con la sua storia i suoi mille angoli e un fascino indiscusso, sarà restituita ai cittadini e ai turisti, che potranno così visitare l’ottocentesco Casino Nobile, il Casino dei Principi sede di mostre, e i giardini anch’essi sottoposti ad intervento di restauro ad opera dell’Assessorato alle Politiche Ambientali ed Agricole.

Il Casino Nobile, l’edificio principale di Villa Torlonia, frutto dell’intervento di Giuseppe Valadier agli inizi dell’Ottocento e poi di Giovan Battista Caretti tra il 1832 ed il 1840,  è stato la residenza principale della famiglia Torlonia.

L’attuale sistemazione, dopo decenni di abbandono, ha restituito l’assetto che aveva a metà Ottocento, con una profusione di elementi decorativi opera dei più noti artisti del tempo quali Bertel Thorvaldsen, Francesco Podesti, Francesco Coghetti, Luigi Fioroni.

Attorno alla Sala da ballo, maestoso perno dell’edificio, caratterizzata da due “orchestre” per ospitare musicisti durante le feste dei Torlonia, sono disposte sale in stile gotico, neorinascimentale e neoclassico mentre al piano superiore una stanza egizia. Si tratta di un esempio unico per ricchezza e fastosità, che documenta la cultura artistica dell’epoca.

Nel periodo della sua apertura al pubblico per la presentazione del restauro, dal 21 marzo allo scorso 1 ottobre, il Casino nobile è stato visitato da ben 120.000 persone che hanno potuto ammirare gli affreschi, gli stucchi, le sculture, i mosaici che decorano le sale, prive però di qualunque arredo.

Dal 2 ottobre hanno avuto inizio i lavori di allestimento per realizzare due esposizioni museali, ospitate nei diversi piani dell’edificio e precisamente

Il Museo della Villa

al pianterreno ed al primo piano, nelle cui sale completamente rivestite di decorazioni, sono state collocate sculture ed arredi per ricreare l’ambiente di una residenza principesca dell’ottocento romano. Gli arredi (consolles, panche, specchiere, lampadari e tavolini ottocenteschi), hanno sostituito quelli originali purtroppo perduti, con l’unica eccezione dei mobili della camera da letto di Giovanni Torlonia, poi usati da Mussolini, ritrovati in un deposito del Provveditorato dello Stato e concessi in comodato.

Le sculture esposte nelle diverse sale sono state ritrovate in vari luoghi della Villa, restaurate e già mostrate, in via temporanea, nel Casino dei Principi. Si tratta di una piccola parte della magnifica collezione Torlonia (ancora quasi tutta proprietà privata) che comprende opere antiche e neoclassiche, tra le quali tre splendidi rilievi a stucco di Antonio Canova, rinvenuti nel 1997 nei sotterranei del Teatro.

Nel piano seminterrato sono stati restaurati il bunker antigas ed il bunker antiaereo fatti realizzare da Mussolini, e la finta Tomba Etrusca scoperta durante i lavori, una splendida sala ipogea completamente affrescata ad imitazione dello stile etrusco, che saranno visitabili con modalità particolari.

Due stanze del pianterreno ospitano una ricca sezione documentaria: la sala video, con proiezioni di filmati che documentano la storia della Villa dall’epoca che fu residenza di Mussolini, all’apertura al pubblico con il sindaco Giulio Carlo Argan fino ad arrivare al recente restauro; l’altra ricostruisce con pannelli fotografici e didattici tutte le trasformazioni nonché la storia della famiglia Torlonia.

Il secondo piano dell’edificio privo di apparati decorativi (con la sola eccezione di alcuni acquerelli eseguiti dai soldati americani di stanza nella Villa) ospita

Il Museo della Scuola Romana

una pregevole raccolta di opere di artisti della cosiddetta Scuola Romana, il movimento che si affermò a Roma compreso tra le due guerre e quello successivo riunendo personalità di spicco quali Mafai, Antonietta Raphaël, Antonio Donghi, Cagli, Leoncillo, Trombadori, Francalancia, Mirko Basaldella, Fazzini, Ferrazzi, Pirandello, Cavalli, Capogrossi, Vespignani ed altri.

Sono esposte circa 150 opere (dipinti, sculture, disegni), che documentano in modo esauriente l’ambiente artistico di quei decenni, operazione resa possibile grazie ad un accordo con l’Archivio della Scuola Romana, associazione costituita nel 1983 per volere di un gruppo di studiosi e di intellettuali. Le opere sono state donate o concesse in comodato oltre che dall’Archivio stesso, da vari proprietari privati, un esempio di collaborazione tra pubblico e privato che permette di offrire ai cittadini la ricostruzione di un momento esemplare della storia artistica e culturale di Roma.

L’esposizione è legata alle nuove funzioni del vicino Casino dei Principi.

Il Casino dei Principi edificio di stile neocinquecentesco restaurato già dal 2002, ospita al piano terreno l’Archivio cartaceo della Scuola Romana, mentre i due piani nobili sono destinati ad esposizioni temporanee.

L’eccezionale documentazione dell’

Archivio della Scuola Romana

che testimonia l’attività del movimento omonimo, comprende lettere, manoscritti, diari, in gran parte inediti, libri, cataloghi, riviste e una considerevole fototeca. Tutti materiali che, opportunamente catalogati, saranno disponibili alla consultazione del pubblico a partire dai primi mesi del prossimo anno.

L’intero Archivio è stato donato al Comune di Roma.

I due piani nobili, sedi di esposizioni temporanee inaugureranno questa loro attività con la mostra

“A Carte Scoperte. 23 anni di vita dell’Archivio della Scuola Romana”

Vengono qui presentati alcuni dei materiali raccolti dall’Archivio della Scuola Romana nei suoi 23 anni di attività, con una selezione di importanti opere prestate da collezionisti privati. L’itinerario è concepito come viaggio ideale nella Roma artistica e culturale tra le due guerre, corredato da una mappa della città negli anni Venti e Trenta con l’indicazione degli studi, delle gallerie, dei teatri, dei luoghi dove si incontravano gli artisti del tempo.

Il Parco della Villa è un esempio di grande importanza dell’eclettismo ottocentesco nell’arte dei giardini. Infatti all’impianto regolare con viali di lecci, risalente all’inizio dell’ottocento, che caratterizza ancora l’area attorno al Casino Nobile, si somma la sistemazione all’inglese, nell’area meridionale, attuata intorno al 1840 da Giuseppe Jappelli, noto architetto paesaggista veneto. Altri interventi di minore portata hanno interessato, nei primi anni del Novecento, l’area prospiciente l’ingresso di via Nomentana, dove sono stati realizzati percorsi sinuosi e piantate composizioni di palme.

Un complesso restauro, progettato e diretto dal Dipartimento Ambiente con la collaborazione della Sovraintendenza Comunale, ha interessato gran parte del parco, al quale sono stati restituiti i percorsi e l’assetto originari. Un intervento particolarmente importante ha interessato la collina artificiale di Jappelli, pesantemente manomessa da dilavamenti e ricostituita con palizzate di sostegno e il reimpianto del sottobosco.   

La Guida della Villa si inserisce perfettamente in questa panoramica culturale ed ambientale. Curata dalla Sovraintendenza Comunale, è un supporto completo per una maggiore e migliore fruizione di questo spazio articolato, che descrive tutti gli edifici, i musei, gli arredi e, ovviamente, il parco, permettendo di apprezzare la storia e i pregi di un complesso giustamente definito “l’ultima impresa del mecenatismo romano”.

Oltre alla guida, un volume di quasi 200 pagine riccamente illustrate, è stata pubblicata anche una pianta della Villa, corredata da sintetiche informazioni sugli edifici e sul parco, una sorta di guida breve a corredo della visita.

Dunque una fine d’anno nella quale Roma offrirà questo ulteriore gioiello ai suoi cittadini e ai turisti, un’occasione in più per conoscere meglio Villa Torlonia, i cui servizi museali sono gestiti da Zètema Progetto Cultura, sorta di passeggiata ideale dove si fondono in una magica atmosfera, ambiente, storia e cultura.

 

zètema

 


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