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                                                                                                   accade a Roma

Civette a Villa Torlonia

Villa Torlonia non ha avuto una vita facile: intanto i principi Torlonia, per quanto ricchi e illuminati, non erano ne' romani ne' esattamente di antico lignaggio: francesi, banchieri, diventati nobili acquistando titoli dopo la rivoluzione, trapiantati a Roma dove non solo allignava la pių nera nobiltā papalina, ma dove sopravviveva ancora (e sopravvive) una famiglia, quella dei Massimo che discende direttamente da Quinto Fabio Massimo il temporeggatore...

E poi durante il fascismo la villa fu residenza di Benito Mussolini. Poi sede del comando anglo-americano e poi fu l'abbandono fino al 1978 quando viene acquistata  dal Comune di Roma che inizia lunghi e impegnativi lavori di restauro.

Se fossimo stupidamente superstiziosi, ci verrebbe il sospetto che c'entri la malaugurante civetta. Il casino delle civette č l'ultimo edificio abitato dal solitario principe Torlonia. Ma il meraviglioso, fiabesco, casino delle Civette č anche il primo edificio ad essere restaurato e riaperto al pubblico come Museo dedicato all'eclettismo e all'arte delle vetrate liberty.

In questi giorni al Casino delle Civette una mostra, Il disegno nascosto, che riflette sulla simbologia esoterica della Casina delle Civette.

Ma il primo colpo d'occhi č al primo portico dove ci sono due bellissime, inquietanti donne-civette in terracotta di Giovanni Gabriele. E tra le due soprattutto la prima.

Come le stanze delle Casina, questa "civetta" č tanto ricca di particolari da aver bisogno di guardarla a lungo e sempre pių da vicino. La prima sensazione č quella del movimento: Civetta sembra una ballerina colta nell'atto di un estremo passo di danza, un salto nell'aria nel desiderio di volare. Poi affiora una veritā: ha solo un elegante piedino, teso sulla punta, intorno un drappo di velo di eclettica, liberty memoria, che diventa piume. E le braccia sono ali che Civetta piega dietro la schiena. Andiamo a vedere e, incredibile, le penne finiscono in due manine affusolale che fanno... le corna! L'artista ha voluto essere spiritoso o scaramantico?

E il viso... il viso non ha niente della bellezza femminile che porta ad essere "civettuole", il viso di Civetta č terribile, come una rinascimentale fusione fra uomo e natura, č un viso che inquieta, come il canto della civetta.

Museo della Casina delle Civette - Villa Torlonia - fino al 9 ottobre

 

 

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