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Un
gemellaggio tutto particolare
La mia città di elezione, Cerveteri, come quasi tutte in Italia, è
gemellata. Con tre città europee, per essere precisi.
Ma
domenica 2 ottobre ho assistito alla cerimonia di un altro gemellaggio,
tutto particolare: il rione cervetrano “Garbatella” si è unito in fraterno
abbraccio con l’omonimo quartiere romano. In un atmosfera festosa,
nonostante l’incombente cielo plumbeo culminato in vari acquazzoni proprio
nei momenti più eclatanti, sindaco ed assessore alla cultura da una parte e
delegata alla cultura dell’XI municipio dall’altra, accompagnati dai
rispettivi promotori del gemellaggio, si sono scambiati saluti, complimenti
e doni, con tanto di targa in marmo e Banda Municipale sullo sfondo,
simpatici giocolieri sui trampoli, letture di poesie, canzoni e quant’altro.
Testimonial, garbatellese doc, l’attrice Rossana Di Lorenzo, sorella di
Maurizio Arena, la simpatica “Erminia” moglie di Alberto Sordi ne “Il Comune
senso del pudore”.
L’origine dell’omonimia è quanto mai semplice e “paesana”, quasi banale,
direi: sembra che Vittorio Ricci, appartenente ad una delle famiglie
“storiche” di Cerveteri, aggirandosi per quelle strade, forse era un momento
di particolare via vai di carretti e di gente - siamo all’incirca negli anni
quaranta - abbia osservato: “Madonna, pare de stà a la Garbatella!” Una
frase buttata lì, senza alcuna pretesa storico-toponomastica, ma che è
bastata a dare il nome, da allora, a quell’angolino di Cerveteri adiacente
il Parco della Legnara, che ufficialmente dovrebbe chiamarsi “Via Dante
Alighieri”.
Promotrici del gemellaggio: per Roma Giovanna Mirella Arcidiacono, per
Cerveteri una mia carissima amica, Gea Copponi, vera e propria memoria
storica del territorio nonostante la giovane età, il mio inesauribile
“serbatoio di storia, notizie, e curiosità su Cerveteri”.
Gea, ormai divenuta cervetrana a pieno titolo, è una profonda e appassionata
conoscitrice del suo paese di elezione; è nata infatti nelle Marche, a Monte
S. Martino, ma dall’età di sei anni vive nella nostra città. Questa sua
grande passione è nata quasi per caso, originata dal dono da parte di un
amico di famiglia - era ancora bambina - di un libro che conteneva una
raccolta di fotografie e descrizioni di alcuni dei personaggi del
territorio. Da allora ha iniziato a fare fotografie, interrogare vecchietti,
ricercare tra antichi documenti (tra l’altro è bibliotecaria presso il
Comune). Armata di un quaderno per appunti, Gea bussa alle porte e da il via
alla sue domande “indagatrici”. Quasi sempre riesce ad aprire un piccolo
varco nel cuore del suo interlocutore, che improvvisamente tira fuori una
foto, una lettera, o si lascia andare a ricordi, testimonianze, brevi
racconti: è quella che lei definisce “infra-storia”.
Aspettiamo tutti, a breve, la sua prima opera: “Donne del territorio di
Cerveteri”, cui dovrebbe far seguito una collana di libri, ciascuno dei
quali orientato alla descrizione di un particolare aspetto del territorio,
dall’età etrusca fino all’inizio degli anni ‘60, quando si è stabilità qui
con la sua famiglia.
“Vedi” - mi spiega - “quì vivono circa 30.000 persone, e molte di
esse
non sanno nemmeno cosa c’è dietro il nome della nostra città.
Ciò che
io intendo raccontare non vuole essere esaustivo, bensì una traccia da
seguire per chi vorrà andare a scoprire un paese che ci appartiene, nomi
ormai dimenticati, fuori uso, che di tanto in tanto come fantasmi compaiono
nei racconti di qualcuno. Nomi di fantasia, ma anche specchi di quotidianità
vissuta da chi prima di noi ha animato questo territorio. Certo, per
parecchi miei concittadini ciò che mi accingo a raccontare è risaputo,
magari diranno “io questo lo sapevo già!”. Ben contenta, spero che non lo
dimentichino e lo raccontino a chi verrà dopo di loro.”
Claudio Pirolli
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