28/07/2005     chi siamo scrivici

             amici link

 

ViaVenetoRoma


Comune di Roma


Zètema


Upter


Atac Roma


LaScatolaChiara


Archivio

immaginiCinema

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                            soggettive

ll Rito segreto e i Misteri in Grecia e a Roma

Non entravo al Colosseo da anni (vergogna!), ma d'altra parte il Colosseo è uno di quei "pezzi" romani tanto importanti, tanto conosciuti, tanto familiari, da essere come una persistenza retinica, siamo abituati a vederlo, non ci stupisce, non sentiamo il bisogno di tornare a trovarlo. E facciamo male. Tanto più che il Colosseo è diventato ormai sede di mostre.

questa sul Rito e i misteri si annunciava stuzzicante.

 

Si entra e lungo la parete esterna una lunga serie di pannelli che raccontano del senso che hanno avuto i riti segreti in Grecia e a Roma: erano segreti non tanto perchè riservati a poche persone; infatti i partecipanti erano tanti. Ma piuttosto perchè di quello che l'iniziato aveva modo di vedere, non poteva fare parola con nessuno. Ma anche qui, sembra che non ci fosse alcuna proibizione minacciosa quanto la semplice impossibilità di raccontare un'esperienza che travalicava il piano razionale della traducibilità in parole. Aristotele ha scritto che in definitiva forse durante il rito segreto non si scopriva davvero nulla di nuovo. Che poi è quello che dicono gli orientali a proposito dell'illuminazione: non ci sono parole.

Misteri dionisiaci, elusini, orfici... i pinakes da Locri... il culto di Cerere a Roma...il culto di Mitra...

Tanti culti, spesso vietati, spesso praticati in alternativa ai culti ufficiali.

Si scoprono cose curiose: per esempio che ai i riti dionisiaci partecipavano sopratutto donne.

 

E tante "donne" in mostra: sembra che sorridano tutte ma forse quello che distende il viso, oltre alla certezza di essere divinità, è la serenità che viene dalla verità conosciuta.

La più famosa è  la fanciulla di Anzio che si ritiene sia una rappresentazione della Pizia.

Ma non è lei, per quanto bella e armoniosa, l'opera che mi ha incanta.

E' invece la statua senza testa della "Sacerdotessa di Cerere" ritrovata  vicino Porta Furba: senza testa e con un dito consunto, quasi abbandonata al proprio movimento leggero e sinuoso senza diventare sensuale. Sereno come il sorriso che non vediamo.

 

Sorride nella sua solitudine l'Acrolito del trono Ludovisi, rappresentazione di Venere.

Sorride regale la testa di Demetra.

Sorride l'idolo di bronzo rinvenuto al Gianicolo, con il capo leggermente reclinato, avvolto in sette spire... una immobilità verticale fasciata che ricorda qualcosa... ma sì, il bambinello, anche lui sorridente, dell'Ara Pacis.

 

Bello l'allestimento che cerca di proteggere, con pannelli neri e musiche che salmodiano testi antichi in greco e latino, il fastidioso rumore che arriva dalla strada.

Come fastidiosi sono alcuni dettagli: che bisogno c'è di quelle brutte reti metalliche da cantiere che coprono molte inferriate, molte ringhiere, non tutte, come a caso...  dove cantiere non c'è più. "E' per non dare appoggio ai piedi di chi vuole scavalcare" mi dice un custode. Ma per quello basta la vigilanza, una persona con un colpo d'occhio controlla tutta l'ellisse. "E' un cantiere infinito". Capisco ma il Colosseo merita un po' di meglio che le reti metalliche da cantiere dove non hanno motivo d'essere.

angela cannizzaro :)

 

Colosseo - fino all'8 gennaio - 10 euro

photogallery: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6

                                                                                        

 

soggettive


accade a Roma


la città futura


c'era una volta


città del cinema


for de porta


antichi sapori


Roma sparita