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accade a Roma

Diario
di un viaggio in montagna
Saluti da Cortina
Il mio viaggio comincia alla stazione Termini sabato mattina, un via vai di
gente che parte zaino in spalla e sacco a pelo al seguito, io sono tra
questi.
Vado a Cortina d’Ampezzo con il mio Adry per trascorrere una settimana di
beata vacanza tra le montagne e rivedere i miei genitori che soggiornano qui
ogni anno e vorrebbero trasferirsi una volta per tutte.
Il treno parte alle 10.55 e l’arrivo a Calalzo Pieve di Cadore è previsto
per le 18.50, inutile dirvi che i preparativi sono iniziati alle 8.00 del
mattino con le solite operazioni di routine: rifai il letto prima di andare
via perché la fatina di cenerentola è in vacanza e di certo non passerà a
rassettare la mia stanza, siediti di peso sulla valigia per tentare di far
girare il nastro della lampo, approfitta dell’attimo di distrazione di Adry
per inserire all’interno della sua sacca le cose che seppur strizzate non
sono entrate nella mia, chiudi casa a più mandate ….e via è vacanza!!!!!!!
Alla partenza il tempo è a dir poco incerto ma a poche ore dall’arrivo a
destinazione ci sorprende la vista di uno splendido arcobaleno che scompare
in un verde lago montanaro e questo è senza dubbio un segnale di benvenuto.
Vengo qui con la mia famiglia da quando avevo sei mesi, ero un tutt’uno con
il mio pampers e le uniche cose che stringevo tra le mani erano un biscotto
ed il biberon pieno di latte e cacao…..più cacao che latte in tutta onestà.
Pantaloncini alla “zuava” straccali rossi tempestati di stelle alpine,
calzini con il pon pon e fazzolettino in testa, da allora ad adesso il look
è un pò cambiato ma la straordinaria sensazione che si prova alzando la
testa e guardandosi intorno è rimasta inalterata.
Se per voi è la prima volta sappiate che Cortina è un vero amore ed una
volta arrivati sul posto sarà difficile per voi tentare di cambiare
destinazione gli anni a seguire; noi ci abbiamo provato ma è circa mezzo
secolo che i miei genitori sostengono che la macchina cammina con una sorta
di pilota automatico fin qui indipendentemente dalla loro volontà.
Gli itinerari ormai li facciamo bendati sia piedi che con gli sci, nei
negozi ci salutano affettuosamente come se fossimo al panificio sotto casa e
se un anno dovessimo mancare sono convinta che il sindaco di Belluno -
notando la nostra assenza - telefonerebbe preoccupato per sapere la natura
dell’impedimento!
La
nostra non è solo passione per la montagna ma proprio per questa montagna
che sebbene disti da Roma ben sette interminabili ore è come se ci inviasse
un richiamo particolare.
Le istruzioni per raggiungerla sono piuttosto semplici in macchina e
banalissime in treno: o il notturno che parte intorno alle 20.05 da Roma
Tiburtina portando il passeggero diritto verso il cappuccino e cornetto a
Pieve di Cadore alle 07.30 oppure il diurno con scalo a Padova o Mestre e
poi circa tre ore di regionale tra i paesini.
In entrambe i casi alla stazione di arrivo i pullman attendono i vacanzieri
per portarli presso la loro destinazione finale con una guida oserei dire
piuttosto allegra, ma niente panico vi assicuro che gli autisti sono
abituati a guidare in mezzo a consistenti strati di neve e poi le ruote sono
chiodate perciò - malgrado le sensazioni possano suggerivi il contrario -
non si verificheranno impennamenti di sorta!
Come ogni anno la via centrale di Cortina brulica di gente chic, bellissime
macchine e bambini meravigliosi perché qui – seppiatelo - non esistono
bambini brutti, non mangiano porcherie, non si siedono per terra e quindi
non si sporcano mai e le loro nonne sono bicentenarie ma prive di rughe….
Vedere per credere!
Anch’io da piccola ero bellissima, avevo una nonna con gli occhi verdissimi
e dai modi a dir poco affascinanti ma entrambe facevamo scorpacciate di
mirtilli e pic. nic con tanto di coperta a scacchi insieme ad una ciurma di
altri bambini con i quali certamente mi rotolavo nel fango …..che vi devo
dire, forse mi cambiavano spesso!
La seconda sensazione dopo la meraviglia per l’imponenza delle montagne è la
fame! Una fame sana……
L’aria frizzantina e fresca e le prime passeggiate susciteranno in voi un
appetito sconvolgente, appetito che sarà abbondantemente alimentato dalla
bontà della cucina locale.
Si comincia la mattina con il cappuccino ed il Krapfen da Fiori a San Vito
di Cadore, (cappuccino bollente e schiumoso al punto giusto e krapfen
insuperabile: soffice all’interno e leggermente croccante sopra, ripieno con
una crema pasticcera vellutata).
Segue il pranzo nella migliore delle ipotesi al sacco di fronte ad una delle
belle cime dolomitiche ciò che vi occorre è un po’ di puccia (pane
aromatizzato al finocchio e spezie varie tipico di qui, si acquista presso
il premiato panificio Andrea Fiori San Vito di Cadore, a pochi passi dalla
pasticceria di cui sopra), formaggi vari, speck ampezzano e se ve la siete
meritata – come sempre succede perché i criteri di concessione sono sempre
molto elastici - anche una fetta di strudel di Alverà (centro di Cortina),
altrimenti un bel piatto di gnocchi al ragù e bruschette calde al
prosciutto, lardo e coppa al rifugio Duca d’Aosta (però dovete arrivarci a
piedi!!!)
Nel pomeriggio se il tempo è brutto un buon cioccolato caldo da Lovat,
accompagnato da una fetta di torta pannosa o marmellatosa vi donerà una
comprensibilissima sensazione di calore e straordinario benessere interiore.
La sera il menù tipico offre numerose alternative: polenta con funghi,
canederli allo speck, porcini al forno, carne alla brace con patate
saltate…..
Sottrarsi a questo regime alimentare piuttosto intenso e molto ravvicinato è
praticamente impossibile, ve lo dice una che in genere a pranzo mangia solo
insalata quando si ricorda!
Oggi siamo qui io Adry, mamma, papà e Leo; mia sorella è rimasta a Roma.
Leo
è il nostro cane, un golden retriver di quattro anni che quando viene qui è
una sorta di rocciatore che - bandana tirolese al collo - va su e giù per le
montagne in tempi da record, si tuffa nei laghi nuotando veloce come un
motoscafo e si rotola sui prati felice come non mai.
Va avanti un bel po’ e quando non ci vede arrivare si preoccupa, torna
indietro, fa capolino e ci aspetta, solo dopo esserci ricongiunti riparte.
Il vero spettacolo è quando vede l’acqua, è qui che non sente più nessuno e
da dietro questo è ciò che si vede: il suo capoccione peloso che guarda
fisso l’acqua, le orecchie che si drizzano e poi la corsa folle ed il tuffo
nel lago, nel ruscello ed in ultima ipotesi anche la fontana va bene.
Fare escursioni con lui è un vero piacere ed il tempo passa davvero
velocemente.
Quindi ricapitolando: tappa al Duca d’Aosta per bruschette calde ed
imperdibili gnocchi al ragù, gita a Misurina per vedere le montagne che si
specchiano nel lago, pic- nic sul prato al lago di Auronzo e da non perdere
assolutamente il passo Falzarego ed il Cristallo.
Per lo shopping invece vi fornisco subito gli indirizzi utili:
Art House per tovaglie, centro tavola, cuscini e asciugamani ricamati…..costoso
ma meraviglioso!
Antoniol per tessuti in generale
La Cooperativa di Cortina, particolarmente indicata per chi fa la collezione
di folletti (ce ne sono alcuni davvero sfiziosi!) e chi ama vestire sportivo
ma pur sempre firmato dalla testa ai piedi.
Anche qui troverete una quantità infinita di scampoli di stoffa tirolese a
metraggio, merletti, libri sulle escursioni e sui piatti tipici delle
dolomiti e …reggetevi forte…. le mitiche “babbuccie”di lana!
La Cooperativa di San Vito, per la spesa di tutti i giorni ma anche per le
necessità quotidiane di casalinghi e ferramenta.
La Fabbrica di Lacedelli per i mobili in stile
Da non perdere infine il mercatino vicino allo stadio del ghiaccio a Cortina
il martedì ed il venerdì mattina; qui troverete tutto quello che avete
ammirato nei negozi però a prezzi più contenuti: non passano inosservate le
meravigliose composizioni di fiori secchi, i vestiti in stile tirolese, le
tovaglie, le stoffe, i copriletto e gli oggetti in ferro battuto.
E’ interessante sapere che a Natale in genere il municipio organizza per i
bambini un’iniziativa molto carina che noi stessi abbiamo sperimentato.
Consegnando al personale addetto i regali incartati con qualche giorno di
anticipo, la sera della vigilia Babbo Natale in persona con tanto di barba
ovattata busserà alla vostra porta per recapitare i doni, bere uno
“sgroppino” e proseguire il giro per allietare altri bimbi ed emozionare
tutti quei genitori che forse così da vicino non l’hanno mai visto!;)
In genere si dice “Questo è tutto” ma è un’affermazione che non si addice al
caso in questione perché il mio racconto “E’ niente” rispetto a quanto si
vede, si sente e si scopre camminando in un bosco senza rumori con le narici
spalancate per sentire i profumi della natura e gli occhi ben aperti per
avvistare gli animali in cerca di cibo o di acqua.
Mangiare le more appena raccolte e pulite solo con una “passata veloce sul
vestito” , bere acqua direttamente dal ruscello e sentire il tepore del sole
che penetra tra gli alberi……in sintesi è semplicemente meraviglioso e per
certi versi indescrivibile!
La soluzione c’è: venite qui si sta una favola!
Avvertenze particolari:
Ricorda: se il Pelmo* ha il cappello mi raccomando porta l’ombrello!
*Il Pelmo è un monte speciale, per i montanari è un prezioso indicatore
meteorologico.
Se è coperto dalla nebbia come se avesse indossato un cappello è quasi certo
che pioverà.
gaia nardini