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                                                                                                   accade a Roma

Aspettare l’autobus comodamente seduti sul divano? A V.le Ionio si può!

Qualche giorno fa ho assistito ad una scena che vi voglio proprio raccontare.
Tornavo dal lavoro ed ero sul mitico autobus numero 63 che da via Po mi porta dritta a Talenti attraversando in obliquo mezza città.
In genere - questo dipende dagli orari – è quasi sempre affollato di gente: qualcuno come me legge o guarda fuori, altri dormono lasciando dondolare la testa e molti litigano perché magari si sono appena strusciati.
Eh si quando si sta cosi vicini spesso si diventa intolleranti ed è sufficiente una corsa di poche fermate per accorgersi che gli episodi di ira funesta e psicosi di vario genere sull’autobus non mancano mai.
Certo è che se le condizioni di viaggio fossero migliori forse anche gli stessi viaggiatori, sentendosi maggiormente considerati, eviterebbero commenti sgradevoli ma a volte anche molto giusti.
Non è piacevole temere il “tonfo” ad ogni frenata perché l’autista procede con la guida sportiva malgrado l’autobus sia evidentemente sovraccarico di persone e non è per niente confortante rischiare di fare tardi al lavoro perché negli orari di punta (la mattina e la sera) i mezzi pubblici si fanno aspettare troppo.
Peraltro una volta saliti si sta talmente schiacciati tra la gente che non solo non esiste la possibilità di arrivare ad un paletto per sorreggersi ma – fatto ancora più assurdo – se ci si pensa cadere è fisicamente impossibile perché l’aggancio agli altri passeggeri è come dire “a pressione”.
Ma non era questo che vi volevo dire anche se a volte un sano urlo di contestazione ci sta proprio bene.
Ad ogni modo torniamo da dove eravamo partiti.
Stavo tornando a casa quando ad una delle ultime fermate su V.le Ionio ecco una sorpresa.
Ho chiuso e riaperto gli occhi perché non ci credevo: accanto alla classica palina gialla indicante le varie fermate, lì alla sua destra accuratamente sistemato c’era un comodo divano da salotto per niente mal ridotto con una serie di persone sedute in attesa del loro autobus.
Sembrava una scena di una commedia teatrale, “Fantastico” mi sono detta “Perché sono così arretrata da non avere un telefonino che invece di telefonare non scatta delle belle foto, non filma? Eh perché?”
Non so come e non so neanche perché quel divano sia arrivato li in quel punto così utile e così divertente, ma non è la prima volta che mi capita di vedere cose strane e di scoprire in noi romani un spirito tanto particolare quanto insolito; vi confesso che la cosa non solo mi incuriosisce ma mi fa ridere di cuore, insomma mi rallegra la giornata.
E sapete una cosa? Forse questo fatto mi ha messo di buon umore perché mi sento molto simile a chi ha studiato questa originale formula di “design on the road” perché io vicino a quel divano ho subito pensato che ci sarebbe stato bene un piccolo tavolino di cristallo basso con tante buone cose da mangiare per ingannare la lunga attesa e ristorare i più stanchi.
E poi – non lo nego – se avessi saputo di poter conquistare con questo gesto il sorriso anche di uno solo di quei volti scuri seduti sull’autobus l’avrei fatto anch’io, ma non una….mille volte!!!!
Sapete la mia città piace tanto (e questo credo si sia capito) ma anche tutti noi che la abitiamo quanto siamo buffi!
Grazie a chi ha messo lì quel divano …….un genio!
Gaia

 

 

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