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Durante noi e dopo di noi

Nel giro di quattro giorni sono successe due cose importanti a proposito delle persone con disabilità: la casa a Borgo Pio e il cantiere per il centro di socializzazione al Bioparco, tutte volute da Ileana Argentin, consigliere per i problemi delle persone disabili, tutte inaugurate dal Sindaco Veltroni.

E tutte due le volte il sentimento è stato un mix: l'ammirazione per chi ha la generosità di occuparsi di persone tanto sfortunate ma anche tanto difficili, la constatazione di essere fortunati nella nostra normalità e in quella dei nostri familiari. Pensiamoci: nasce un bambino down o un bambino che manifesta o manifesterà delle disabilità. Una volta la prospettiva di vita di queste persone non era molto lunga, tant'è vero che ancora li chiamiamo "ragazzi down" e invece sono adulti down, a volte down della terza età, questo grazie, davvero grazie, ai progressi della medicina. Ma cosa succede ai dolcissimi down quando i genitori non possono più occuparsi di loro? E come si sente un genitore che teme che il figlio disabile resti solo? Forse ormai non si tratta di "assistere" soltanto il disabile ma anche la famiglia. In questa direzione vanno i progetti realizzati dal Comune in collaborazione con le Associazioni private "Durante noi" e "Dopo di noi".

Dopo di noi ha realizzato, con il contributo del Comune, una residenza che  può ospitare a rotazione 6 "ragazzi" down: sono previste ospitalità per il week end e per un'intera settimana al fine di favorire lo sviluppo dell'autonomia nella gestione della vita quotidiana. Il palazzo è di proprietà del Comune, occupato da molti anni, liberato, ristrutturato e inaugurato in questi giorni. La Fondazione "Dopo di noi" conta di aprire altre residenze dove dare ospitalità stabile.

Durante noi ha invece redatto il progetto per un centro di socializzazione al Bioparco di cui si è inaugurato il cantiere e i cui lavori saranno ultimati entro breve tempo. Potrà ospitare fino ad 80 persone, sarà un centro diurno aperto a tutta la città. E' particolarmente significativo che sia a stretto contatto con un asilo nido e con un centro anziani e dentro al verde del Bioparco. E' in qualche maniera il segno di come Roma ha cambiato il suo rapporto con .... verrebbe da dire "i soggetti fragili" ma è più corretto dire "come Roma lavora perchè nessuno si debba sentire solo e a disagio", neanche gli animali che sicuramente ai tempi del vecchio giardino zoologico vivevano una condizione di tristezza e reclusione.

Una nota: madrine delle inaugurazioni rispettivamente Stefania Sandrelli e Margherita Bui. Come dire: essere famosi ed essere solidali non è una equazione. Siamo felici di averle incontrate qui. 

 

 

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