03/10/2005      chi siamo scrivici

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                                                                                                   accade a Roma

Corso Vittorio -

Esercitazione con sorpresa

Per un momento avevo avuto la tentazione di andare alla metro di Repubblica perchè quella deve essere stata l'esercitazione più inquietante. Ma mi veniva più comodo essere a Corso Vittorio. La mattinata si annunciava strana: l'esercitazione, l'eclisse di sole al 75% e su tutto la pioggia battente, annunciata e puntuale.

Arrivo e sembra tutto normale, organizzato come un set: la polizia, i carabinieri... il 64 dietro l'angolo di Corso Rinascimento pieno di volontari della protezione civile. E tanti curiosi che per un momento mi sono chiesta se fossero "comparse". Ma no, non può essere: i soccorritori devono sapere chi soccorrere, i volontari hanno il giubbetto giallo. E la solita piccola folla di fotografi e operatori appostati sotto il monumento a Minghetti, appostati e bagnati. Tutto tranquillo.

Ma... all'improvviso da piazza Farnese sono arrivati un gruppo di no-global: bandiere della pace, passamontagna a strisce, slogan per il ritiro dall'Iraq e commenti: "è una buffonata", "fatela finita". Uno striscione giallo con scritto "Ma che state a fa". E su tutto fumogeni. Per un attimo ho pensato che tutto facesse parte della simulazione; una magnifica regia; ma i fumogeni aumentavano, l'aria è diventata pesante. La manifestazione era proprio vera e in capo a pochi minuti sono arrivati gli agenti di polizia, neri, con i manganelli... Brutta cosa, pessimo clima. Per fortuna i no-global, rapidi come erano apparsi, si sono dileguati.

L'esercitazione ha potuto continuare ma senza effetti: per il ritardo, credo, si è rinunciato a dare fuoco alle due macchine davanti al 64, non si è sentito nessuno scoppio e i "feriti" sbalzati fuori dall'autobus si sono materializzati all'improvviso.

 

I soccorsi sono arrivati in un tempo plausibile: dieci minuti? venti? I "feriti" sono disciplinatamente rimasti sulla strada e sotto la pioggia; solo il povero autista del 64 "stramazzato" sul volante, dava lievi segni di insofferenza. Va detto che è stato l'ultimo ad essere tirato fuori ma forse la sua parte prevedeva che fosse "morto".

 

I pompieri hanno attaccato le bocchette, aperto l'acqua e spento un incendio inesistente con effetto lavaggio. Pazienza. Le barelle sono arrivate correndo e avanti e indietro hanno portato via tutti nella tenda che è stata allestita su Corso Vittorio a tempo di record.

 

Poi sono arrivati gli artificieri per rimuovere altri due pacchetti esplosivi sul 64. La polizia scientifica ha fatto le sue rilevazioni mentre i pompieri, spento l'incendio inesistente, hanno cominciato a demolire le macchine per estrarre i "corpi carbonizzati" di un paio di manichini. Qualcuno di loro, sulle scale, controllava i "danni" alle finestre e ai tetti.

 

Tutto sempre sotto una pioggia battente e dell'eclisse nessuna traccia.

Una nota doverosa nel doveroso plauso generale: gli "illesi" ma sconvolti, sono stati bravissimi. Ho visto una signora seduta per terra "piangere" con la faccia fra le mani, un anziano "zoppicare", i soccorritori abbracciare tutti con trasporto e commozione. Altro che volontari: sono attori consumati senza saperlo.

fiore di cactus bagnato

 

 

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