01/04/2005     chi siamoscrivici

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                                                                                                   accade a Roma

Giovanni Paolo...

 

Sono venuta qui a piazza San Pietro perchč avevo voglia di capire, di vedere, di sentire.

Allontano i pensieri e mi metto in ascolto, dietro i miei occhiali neri. Mi concentro sulle parole carpite, passo cercando di scivolare, senza urtare nessuno, come se non esistessi.

E tendo le orecchie.

Una ragazza al telefonino, accanto al fidanzato, parla con un'amica, da indicazioni per trovarsi e dire "una preghierina".

Due signore stanno parlando del condominio.

Piccoli gruppi di ragazzi sono seduti per terra, sono tristi, sono stanchi, hanno dormito qui tutta la notte.

Sotto l'obelisco un gruppo sta ballando in cerchio una specie di sirtaki accompagnati da chitarre e tamburelli ma la canzone č a metā fra la malinconica melodia irlandese e i canti religiosi moderni che cantano i ragazzi durante le funzioni e che non conosco.

 

Ma da lontano arriva qualcosa...qualcosa di potente e gioioso: sotto le finestre del Papa tante voci gridano ritmando con le mani:

giova nnipa olo...clacla cla clap

giova nnipa olo...clacla cla clap

giova nnipa olo...clacla cla clap  

E non si fermano, continuano, forse quando qualcuno si stanca un altro gli da il cambio. E la nenia ostinata, il richiamo continua.

angela

 

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