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                                                                                                   accade a Roma

Ai Mercati di Traiano guarda Roma da romano

Fa rima, come una giocosa cantilena. Chissà se ci hanno pensato? sicuramente sì... Così come è giocosa l'immagine del manifesto di questa nuova mostra: Traiano con gli occhialetti verdi e blu della visione stereoscopica, manifesto che annuncia sorprese multimediali, giochi virtuali, esplorazioni.

E di questo si tratta, infatti ma chi si aspetta giocherelli resta prima deluso, poi sbalordito.

In mostra, nelle piccole tebernae del Mercati di Traiano, ci sono le più importanti realizzazioni di computer grafica, robotica, ricostruzione virtuale applicate al settore dei beni culturali. Le aziende presenti, sia come sponsor che come espositori, fanno tremare le vene dei polsi: CNR, Luiss, l'Università della Virginia e quella di Chicago. Insomma i migliori autori e designer del mondo nel campo dell'archeologia virtuale.

Che vuol dire archeologia virtuale? Vuol dire che la grafica computerizzata non serve solo a creare scenari per i film ma è uno straordinario strumento di studio, ricerca, ricostruzione, sperimentazione nel campo dell'archeologia. Illuminante, come sempre, Eugenio La rocca, sovrintendente dei Beni Culturali del Comune: quando ci troviamo in un'area archeologica importante come i Fori ma non ben conservata come il Colosseo, siamo sostanzialmente davanti a ruderi. E anche rispetto al Colosseo, abbiamo una percezione dello spazio che non solo è diverso da quello originario perchè è cambiato il contesto urbano, ma che noi guardiamo con una cultura prospettica che è nata soltanto nel Rinascimento. E in più, le immagini di ricostruzione della Roma Antica sono quelle dei film come Ben Hur o il Gladiatore, assolutamente lontane da quello che era Roma ai tempi dell'impero: una città con strade anguste, dalle facciate delle case alte che non non lasciavano passare la luce. La computer grafica applicata all'archeologia diventa, in questo senso, un importante strumento do conoscenza. Ed è questo l'argomento e l'oggetto della mostra.

La mostra è tanto interessante a articolata da richiedere TEMPO. Ognuna delle installazioni sono tutte da godere. Una, in particolare, ha dell'incredibile, un salto nella fantascienza: uno schermo, un ambiente che sembra il fondo del mare dentro al quale si muovono creature che somigliano a meduse (mi dice l'operatore che si tratta invece della forma primordiale di plancton); una telecamera dietro di noi registra le nostre ombre e si può parlare dentro ad un microfono. E qui scatta la meraviglia: la "medusa" che copriamo con l'ombra della mano, ci segue avvicinandosi allo schermo, ripete le parole che abbiamo detto; le "meduse" ogni tanto diventano rosse e quello è il segno che stanno "parlando" fra di loro scambiandosi le nostre parole che stanno registrando e imparando. Registreranno tutte le parole per tutta la durata della mostra e impareranno.

Altre installazioni sono più "banali": si tratto di filmati da guardare con gli occhialetti rossi e versi per la visione stereoscopica (gli stessi che abbiamo usato per Spy Kids) ma più avanti scopriamo che ci sono installazioni che necessitano già di un altro occhiale, apparentemente solo grigio. E ancora più avanti addirittura l'occhiale che ci forniscono ha un congegno che riceve un segnale sincronizzato con lo schermo su cui sta danzando la ricostruzione di una schiava dentro un antico palazzo.

E non è tutto: è una mostra dove bisogna tornare perchè le opere esposte cambiano con un calendario che varia.

L'impressione complessiva? Banalmente direi: un poste fra passato (l'area archeologica) e futuro ma c'è un fascino più sottile che è tutto da vivere.

Mercati di Traiano - Guarda Roma da romano

fino al 20 settembre - ingresso 5,10 euro

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