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accade a Roma
Jiang Guo Fang:
il pittore della città proibita
Sulle prime non capisco: un pittore cinese che racconta della vita nella città proibita ispirandosi alle tecniche pittoriche del seicento europeo...
Penso ad un pittore cinese che nel secolo scorso venuto chissà come a contatto con la pittura occidentale, decide di usare oli al posto della china e degli inchiostri. Invece è un pittore contemporaneo...
E in effetti, subito, stupisce tanto potente figurativo senza alcuna concessione all'arte moderna in un artista che ha poco più di 50 anni.
Sono ritratti in una composizione seicentesca, sono donne, tante donne: principesse, concubine, solenni o sorprese nel sonno. Sono bellissime ma i bambini sono straordinari, piccoli imperatori sorpresi nei gesti di tutti i bambini: dormono, si stropicciano gli occhi, tendono le mani alle lanterne della fine dell'anno, si arrampicano su alte solenni poltrone e ci guardano, come se li avessimo sorpresi (Figlio del Paradiso).
Sono gesti solenni e gesti quotidiani; sono ragazze che "guardano in macchina" ma anche "foto rubate".
Sembra una pittura fotografica ma...Fang ha poco più di 50 anni, non può aver visto tutto questo se non con gli occhi della evidente profonda conoscenza di una tradizione. E a pensarci bene... conoscenza?
Fino a 20 anni fa su tutto quello che riguardava la città proibita e la Cina imperiale era calato il silenzio. E quindi l'opera di Fang viene evidentemente da una tradizione antica ma inconsapevole. E da una ricerca coraggiosa in una tecnica pittorica del tutto estranea alla tradizione.
Palazzo Venezia - fino al 2 ottobre - ingresso libero
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ps - e dove poteva essere una mostra che parla della Città Proibita di Pechino? Nel Palazzo che porta il nome della città del mondo occidentale che ha aperto la conoscenza della Cina.
angela :)