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                                                                                                   accade a Roma

Kennedy

Dice Minoli nella sua presentazione che in America tutti sanno dove erano il 22 novembre del 1963, giorno in cui a Dallas venne ucciso il presidente degli Stati Uniti.

Lo so anche io. Quel novembre avevo sette anni. Era solo poco tempo che avevamo la televisione e quelle dell'assassinio di Dallas credo siano tra le prima immagini del telegiornale che ricordo.

Ma non ricordo di aver provato alcun particolare sgomento, forse a sette anni non č possibile. Vivevo uno sgomento "riflesso", da quello dei grandi per questo fatto grave e inimmaginabile: uccidere il presidente degli Stati Uniti. Ma nessuno intorno a me aveva mai approfondito la politica di Kennedy; era una famiglia comunista e Kennedy, per quanto cattolico, per quando democratico, per quanto "Buono" restava americano.

Restava sicuramente lo sgomento per il fatto, facevano tristezza quei bambini orfani, ma ero anche io orfana di padre: non mi sembrava una condizione eccezionale. Soltanto molto, veramente molto seccante.

 

Devo dire che ho cominciato a pensare che era possibile guardare all'America con altri occhi anche quando ho scoperto che Veltroni era un ammiratore dei Kennedy. Confesso che sulle prime mi sono chiesta com'era possibile e come avesse fatto a tenercelo nascosto per tanto tempo. Ma poi ho anche considerato che sicuramente ero io ad essermi persa qualcosa. Poi ho studiato e qualcosa ho capito.

E dai racconti di Kerry, una delle figlie di Bob, stasera ho anche capito che questi due uomini erano speciali per i tempi: adesso č abbastanza normale che un leader politico stringa tante mani. Kerry racconta che suo padre, in campagna elettorale tornava a casa la sera con le mani gonfie e i polsini strappati. Negli anni '60... sė, erano speciali, evidentemente.

 

Queste foto? Stupiscono perchč accanto alle foto "pubbliche", quelle ragionevolmente scattate alle campagne elettorali, nelle occasioni ufficiali, agli incontri diplomatici, ci sono tante, tantissime foto private; sulla spiaggia, con i bambini... molte di queste sono cosė naturali da sembrare scatti rubati. Viene da pensare che queste persone fossero sempre in presenza dei fotografi, che non potessero fare un passo, neanche sulla spiaggia, neanche in giardino, senza avere un obiettivo puntato addosso. E, in queste condizioni, viene da chiedersi come facessero ad essere naturali, a non assumere sempre una posa.

Ma non si č presidenti degli Stati Uniti e signora per caso.

La sedia, la borsa, l'orologio... ecco questi oggetti sembrano parlare. Hanno un colore anni '60 che mi fa sentire quasi il profumo dei mobili del tinello, dove c'era la televisione.

 

soggettive


accade a Roma


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