12/10/2005      chi siamo scrivici

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Manet

Continuano le grandi mostre al Vittoriano.

Il primo impatto con questa dedicata a Manet non č particolarmente folgorante: leggo dalla presentazione che ci sono circa 40 tele, moltissime se si considera che Manet ha lasciato solo 400 dipinti mentre i suoi contemporanei impressionisti erano molto prolifici.

Un artista particolare anche all'interno della corrente di cui viene considerato il padre fondatore: mentre gli impressionisti dipingono paesaggi campestri perduti nella restituzione delle sfumature della luce, gli unici suoi paesaggi sono marine, a volte dai colori duri. E per tutta la vita adora dipingere le donne.

Di tutto questo all'ingresso della mostra non c'č traccia: tante tante grafiche, fotografie, bellissime quelle delle marine. Un buon video sintetico ma esaustivo.

Le tele sono nella sala grande a cui si accede da uno stretto passaggio poco visibile, come in una caccia al tesoro.

Ed ecco Manet.

 

Le marine sono bellissime, incantevoli le donne. Peccato non avere qui "Le dejeuner sul l'herbe", con la donna provocatoriamente nuda in mezzo ai giovanotti borghesi ben vestiti, che fece tanto scandalo all'epoca. E' uno dei quadri inamovibili, quelli che sono indissolubilmente legati al luogo che li ha visti nascere. Del "dejeuner" in compenso c'č uno studio preparatorio.

Tra le grafiche avevo visto con la coda dell'occhio una chicca: quattro piccole opere dedicate ai gatti, una felicitā per gli occhi di tutti i gattari, me compresa.   

 

 

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