00/00/2005   chi siamo scrivici

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                                                                                                          for de porta

Venezia - Mostra del Cinema - dai nostri inviati

Anche questo un "for de porta" un po' lontanuccio e con una premessa.

In tanti anni che frequento Venezia, e per tanti anni a prescindere dalla Mostra del Cinema, francamente non mi sembra che sia molto frequentata dai romani. Ma la Mostra è un'altra cosa, perchè Roma è la città del cinema, perchè Roma è Cinecittà, perchè Roma è la Rai, perfino perchè Roma è il Ministero dei Beni Culturali e il finanziamento ai film di interesse nazionale (per alcuni stendiamo un velo). Insomma a Lido la comunità romana è sicuramente la più numerosa.

Stamattina, nel tentativo di saperne di più sulla leggenda metropolitana secondo la quale si dovevano lasciare borse e borsette al guardaroba e passare sotto i metal detector spogliati da ogni bene, ho chiesto ad un poliziotto e, indovina un po'?, era "de Roma", forte del suo servizio al Quirinale.

Romani allo stand "Arca" iniziative per i giovani, romani in ordine sparso fra giornalisti (trovato un collega normalmente al Campidoglio), giovani attori, critici criticoni.

La Mostra: per il momento qualcosa in meno e qualcosa in più. In meno c'è stato che è già da ieri che si possono vedere film nelle varie sale anche se l'apertura ufficiale è stata stasera. Gli altri anni nel giorno d'apertura non c'era nulla ed era meglio perchè così sembra un giorno qualunque e mi sento privata del rituale d'inizio. In più c'è stata la presenza di attori, produttori e regista del film di apertura (Seven Swords) anche all'area Alice (ex PalaBnl) dove c'è il pubblico che non ha mai risparmiato meritate bordate di fischi; c'è da dire che i suddetti attori, produttori e regista, accompagnati da Marco Muller in persona, venivano dalla Sala Grande dove il film stava per terminare e ci hanno soltanto salutati ma non era mai successo. E alla fine del film SORPRESA, i fuochi d'artificio.

Visto che ci siamo, due parole sul film: curioso ma estenuante. Apprezzabile l'assenza di particolari trucchi e di sangue nonostante vari mozzamenti di teste gambe e braccia. Bellissime alcune sequenze ma, nel complesso estenuante. Marco Muller, il più grosso esperto di cinema orientale italiano (e si vede, guardate il programma alla Sala Volpi) non me ne voglia, ma il wuxia (cappa e spada cinese) io proprio non lo seguo.

angela cannizzaro :)

 

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