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 Venezia - Mostra del cinema

Il gruppetto si allarga. In fila ho conosciuto un'altra bionda signora, abbiamo chiacchierato dei film, mi ha chiesto pareri... Anche lei si muove dal settore di sinistra per uscire prima possibile. Viene da Vicenza e ha lasciato a casa il marito. Neanche a dirlo: lei e Matilde sono amiche. Il mondo è piacevolmente piccolo. E ho incontrato di nuovo il ragazzone romano peloso che si chiama Edoardo.

Film di questi giorni:

Bubble - Sodebergh non smentisce la sua ecletticità non solo nel genere (per gli smemorati ricordo che suo è Ocean Twelve) ma anche nella modalidà di realizzazione: Bubble è girato in alta definizione, con attori non professionisti, in soli tre mesi e verrà distribuito contemporaneamente nelle sala e in DVD, un modo per combattere la pirateria, pare abbia dichiarato. Nonostante l'estrema essenzialità (forse anche per questo) il film è buono e bello: storia di operai di una fabbrica di bambole, un giovane lui senza ragazza, una lei attempata e grassa con un padre a carico, una seconda lei giovane e carina che arriva. E la storia evolve in tragedia in un clima che mantiene il distacco alienato di chi fa una vita piatta in un luogo piatto.

Sympaty for lady Vangeace - Park Chan-wook dice che con questo film si chiude la trilogia (di cui fa parte il recente Old boy) tutta dedicata alla vendetta. Lei rimane tredici anni in carcere senza avere ucciso il bambino della cui morte viene accusata e una volta uscita, si vendica del vero assassino. Detto così... Ma il film, oltre ad essere per certi versi un thriller, tocca la terribile faccenda della violenza sui bambini. E ciò nonostante riesce ad avere risvolti irresistibilmente comici. E usa straordinarie inquadrature: il carrello di lei che avanza con la pistola lungo un muro a scarpa di pietra è indimenticabile. Notevole il montaggio asincrono al quale cominciamo ad abituarci. Come faranno mai questi coreano a darci cose così belle? La risposta forse è nella speciale contaminazione di cui gode la Corea, più di altri paesi vicini: è una società fortemente intrisa del cinismo e della disillusione occidentale sovrapposta al senso epico della cultura orientale dove sono fortissimi i valori della vendetta e dell'onore. Una buona globalizzazione.

Casanova - che sia prodotto da Disney, lo si vede subito: nessuna scena di sesso e tanta tanta ironia. Ma questo ha permesso una versione del tutto nuova sulle vicende del grande conquistatore di donne. Aspettavo di vederlo, questo Heath Ledger, e di vedere come se la sarebbe cavata dopo la parte del tormentato rude cow boy omosex. E se la cava splendidamente: più etero e ironico di così... Altra grande rivelazione Jeremy Irons che ho sempre visto drammaticamente tirato (ve lo ricordate in Lolita? E La casa degli spiriti?). Qui riesce a trasformare e sue magnifiche rughe in espressione straordinariamente comiche, quasi da cartoon. Qualcuno dirà, sono sicura, che fa le faccette, ma, ue! che faccette!

 

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