06/09/2005   chi siamo scrivici

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Venezia - Mostra del Cinema - settimo giorno

Siamo praticamente al giro di boa, oltre la metà degli 11 giorni. Ogni anno è sempre così: all'inizio sembra che il tempo sia tutto davanti, che ci siano giorni e giorni, film e film da vedere. E di film in film, una mattina ci si accorge che invece siamo oltre la metà e che bisogna, uno di questi giorni, saltare un film o due e preoccuparsi di prenotare il ritorno a Roma.

E domani già qualcuno parte. Parte Edoardo, il ragazzone che mi ha illuminata su Final Fantasy. Nonostante frequenti il DAMS della Terza Università di Roma, Edoardo come tanti altri, non è stato accreditato dal suo professore e si è pagato un abbonamento per 6 giorni (80 euro contro i 50 dell'accredito per tutto il periodo).

Oggi grande scorpacciata di film con levataccia per vedere il primo alle 8,30. Una giornata non buna come ieri ma nel complesso sono contenta.

Proof - grande spiegamento di attori: Sir Antony Hopkins che più invecchia è più acquista fascino (la bravura è scontata) e non a caso due anni fa di lui si innamorava Nicole Kidmann in "Human Stein"; Gwent Paltrow, dolcissima, un passerotto che viene voglia di proteggere. E sopra a tutte le loro vicende la matematica, linguaggio di Dio a cui ogni tanto qualche regista coraggioso non riesce a sottrarsi, perchè, diciamocelo, la matematica e quello che passa nella mente di chi fa ricerca nel campo, è assolutamente incomprensibile, misterioso più dei riti segreti dell'antica Grecia. La vicenda ruota intorno all'attribuzione di una dimostrazione matematica: è la figlia ad averla scritta nonostante la depressione, o è stato il padre prima di morire dimostrando di non essere pazzo (il confine fra la genialità matematica e la pazzia continua ad essere labile).

Gabrielle - teatrale, apprezzabile, francese ma noioso.

Cinderella Man - non amo i film dedicati al pugilato ma questo mi ha strappato gesti da tifoseria come fossi anche io al Madison Square Garden in quelle sere degli anni '30. Forse perchè Russel Crowe è sempre il gladiatore, forse per la sua aria da poveraccio pieno di forza e buoni sentimenti, forse per l'ambientazione durante la depressione, questo film non lo dimenticherò. Per il cinema americano la boxe è una cosa seri a, a raffica: Tempi moderni (anche lì siamo in piena depressione), toro Scatenato, Million Dollar Baby. Personalmente i film intorno alla boxe non li amo, tranne il deliziosissimo Chaplin, eppure questo...

Wuqiong dong - rooooonfffff.... quattro donne di Pechino, quattro amiche di cui una vuole scoprire quale delle altre tre è l'amante del marito e le invita ad pranzo del capodanno cinese. roooonffff....zzzzz....

Mary - film anche questo destinato a far parlare nonostante sia evidentemente nato e parli apertamente della"Passione" di Mel Gibson. Molti temi importanti: i vangeli apocrifi, il ruolo di Maria Maddalena alla ribalta per le "rivelazioni" provocatorie del Codice da Vinci, la spinta a lasciare tutto per vivere l'esperienza del dolore nella Gerusalemme devastata dalla guerra, vista come il luogo di rinnovata diffusione di un messaggio d'amore, il ravvedimento davanti alla morte. montaggio serrato, asincrono, non lineare (tanto per cambiare...), bravissimo il nero giornalista (il marito della moglie del soldato), molto interessanti gli intervistati "veri" tra cui Amos Luzzatto.  Mary, alla fine, è evidentemente una scusa per dire tante altre cose, compresa la citazione delle proteste del mondo ebraico al film di Gibson che fu tacciato di antisemitismo. Molto particolare e provocatorio.

 

 

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