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soggettive
Il due
ottobre, festa dei nonni
“Se non ci fossero bisognerebbe inventarli”. E’ una battuta da spot
pubblicitario, ma è cosi. Mi riferisco ai nonni. Sono nonno di tre nipotini
Andrea, Luca e Federico di nove, cinque anni e mezzo e l’ultimo nato da
poche ore. Quante volte ho detto agli amici, “ quando sarai nonno mi farai
sapere le tue sensazioni “. Sono uguali per tutti, una tenerezza
incomprensibile in altre età, non paragonabile a nulla, all’amore in
gioventù o alla pienezza dei rapporti personali nell’età di mezzo della
vita.
Oggi se ne parla tanto sulla stampa, in televisione e nei discorsi di ogni
giorno, cosi’ che lo Stato ha creato per decreto la festa dei nonni il 2
ottobre.
E’ bello che vi sia un riconoscimento formale ed ufficiale, ma il bello di
essere nonni è quello che si riceve quando un bimbetto, che si chiama magari
con il tuo stesso cognome, si affida a te, in cui ripone ogni fiducia ed
amore, ti chiama “ nonnetto mio” ( come fa uno dei miei ) e ti si butta al
collo per abbracciarti. Questo è il miglior ringraziamento che la vita possa
darti e solo l’età matura te lo può offrire.
Ormai i nonni sono ancora giovani o giovanili; io, guardando i film di
quando mio figlio, piccolo come i miei nipoti, vedo la differenza
generazionale nei confronti di mio padre e mio suocero che, alla stessa età
che ora ho io, sembravano molto più anziani di quello che posso sembrare io
adesso, eppure ho sessantanove anni come loro all’epoca dei filmati. Sono
cambiati i tempi e lo stile, il modo di vestire e di gestire la propria
vita, ma, da nonni, con la stessa sensazione di essere utili ( vai in
piscina, al basket, li accompagni o li vai a riprendere a scuola ) e la
coscienza di rappresentare una risorsa sociale per la famiglia , anche in
termini economici.
Ho avuto conferma e riscontro da articoli si stampa di quanto grande è
l’aiuto economico che i nonni riversano in tal senso sulla famiglia
rapportato al proprio reddito a livello nazionale.
Stanotte mio nipote Luca, che ha cinque anni e mezzo, ha voluto dormire a
casa dei nonni : io, che ho riposato con lui nella stessa stanza, non ho
chiuso occhio, sempre pronto a capire se tutto procedeva bene nel suo sonno.
Smaniava, si girava nel letto ed ogni tanto diceva, nel sonno, frasi che
lasciavano capire che stava facendo un brutto sogno, ed io stavo in
apprensione senza dormire.
Stamattina, ci siamo accorti che aveva la febbre. Eppure, quando mio figlio,
ora quarantenne, era piccolo non riuscivo a star sveglio per assisterlo se
non stava bene e toccava sempre a mia moglie.
Questo è esser nonni, padri al quadrato, per la disponibilità, forse, che
abbiamo poiché stiamo in pensione, ma , sicuramente , per l’affetto
ricambiato al quadrato che ci danno loro, i nostri cari nipotini.
Questa è la cosa più bella che possano ricevere i nonni e poi anche essere
ricordati il 2 ottobre da tutto il paese. Il grazie più bello è quello che
ci viene dalle labbra dei nipoti con la spontaneità della loro età. Viva i
nonni ed evviva il 2 ottobre.
nonno massimo giacomozzi