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                                                                                                   accade a Roma

Notte Bianca 

La voglia di stare insieme vince sulla pioggia.

Un milione di persone in giro per la città

"E' la Notte Bianca più bella che abbiamo mai fatto." ha dichiarato il Sindaco Walter Veltroni.

 

Diario della notte.

ore 20,30 - Campidoglio - Benigni arriva travolgente come sempre, abbraccia il Sindaco, saltella, si complimenta con Berlusconi per questa "giusta" riforma elettorale dove finalmente vince chi perde.

Racconta prima e recita dopo il quinto canto dell'inferno, quello di Paolo e Francesca ed è un brivido continuo. Dice in parole povere ma con una forza gigantesca cose di cui siamo tutti convinti, anche se confusamente: che cominciamo a vivere quanto ci innamoriamo, che l'amore è una cosa così potente che se amiamo, l'amato non può che essere penetrato dal nostro amore;  che Dio all'atto della creazione dicendo crescete e moltiplicatevi in fondo ha detto mangiate e fate all'amore; che "la bocca mi baciò tutto tremante" ha raccontato il momento dell'inizio dell'amore senza alcuna metafora e senza alcuna volgarità.

Insieme alle interpretazioni: Francesca si innamora di Paolo che però è solo il fratello (bellissimo) dello sposo che la famiglia le ha destinato; insomma è come se ci si presenta George Clooney e invece lo sposo è Ignazio Larussa...

Appena Benigni finisce il suo spettacolo, comincia a piovere che Dio la manda. La piazza si svuota, ripariamo alla meno peggio aspettando di sapere come proseguirà il nostro giro nella notte Bianca insieme al sindaco. Sicuramente sarà tutto cambiato.

ore 21,40 - Musei Capitolini - L'abbiamo vista mille volte, ma raccontata dalla direttrice dei Musei, la Lupa Capitolina ci appare nella sua importanza: ha 2500 anni e, curioso, i gemelli sono stati aggiunti in un primo "restauro", quando si decide che la Lupa diventerà il simbolo della città. E' la prima statua a costituire la collezione Caffarelli che diventa, con i Capitolini, il primo Museo del mondo.

E intanto arrivano le notizie che ci aspettavamo: la Notte Bianca non si è fermata, alcuni eventi, come lo spettacolo di Ascanio Celestini, si sono spostati al chiuso, i Musei e i teatri sono strapieni.

ore 22,30 - galleria Alberto Sordi - E infatti riusciamo ad entrare a stento, quasi ci teniamo per mano per non perderci e quindi non perdere tempo a raggrupparci alle navette per raggiungere i prossimi appuntamenti. C'è jazz  e ci sarà per tutta la notte.

E in mezzo al jazz, due ragazzi si baciano e si baciano ancora.

ore 23,15 - Globe Theatre - Proietti cattura con la sua bravura sotto una pioggia battente che rende ancora più magica, se possibile, l'atmosfera di questo teatro nel cuore di Villa Borghese. Una per tutte la storiellina del fidanzato che riporta a casa la fidanzata: solo un bacetto...e dai...si affaccia uno dalla finestra, semiaddormentato: te mando giù mi moje ma leva la mano dal citofono. Il teatro è pieno e, lo ricordiamo, sono 1300 posti. Non importa di passare nel fango, non importa la pioggia che non da tregua: il viale davanti è pieno di gente.  

ore 00,15 - conferenza stampa (e spuntino) alla Camera di Commercio - il Sindaco Veltroni è veramente felice: nonostante la pioggia la Notte Bianca non si è fermata, e "questa è la Notte Bianca più bella", forse proprio per la pioggia. E' una Notte Bianca lieve, colta e serena, che vede la voglia di stare insieme in un tempo dove si vorrebbe che stessimo chiusi in casa per la paura. I dati sono assolutamente entusiasmanti: l'Atac segnala metropolitane e autobus pieni e di gente che si dirige ai luoghi delle iniziative, verso il centro, verso l'EUR, verso Cinecittà:  un milione di persone. Andrea Mondello, presidente della Camera di Commercio, comunica che il ritorno economico di questa Notte Bianca bagnata, è stimabile intorno ai 60 milioni di euro.  Non si è fermata neanche la solidarietà: 20mila euro raccolti da Master Card e altri 30mila dalla vendita delle magliette da destinare quest'anno alla casa famiglia per le ragazze madri.

ore 01,15 - piazza Farnese - Non ho mai visto corso Vittorio così pieno di gente, è una versione del tutto inconsueta della strada sotto casa. Da via dei Baullari a piazza Farnese è un unico tappeto di gente. Sulla facciata ci sono magnifiche proiezioni. Il vigile che ci fa da staffetta sbaglia clamorosamente, si avventura tra la gente, "apriamo" il mare come Mosè e arrivati alla piazza è evidente che siamo in un imbuto.

Scendiamo in attesa di brillanti soluzioni che verranno sicuramente e abbiamo la conferma dello straordinario tempismo della pioggia: appena siamo fuori dalla navetta, piove e piove e piove. Tutte le volte. Il nostro autista rocambolescamente, a marcia indietro, riesce a raggiungere la Cancelleria dove stiamo discutendo il da farsi: sono le due del mattino, il sindaco è ai Mercati di Traiano dove siamo certi di non riuscire a raggiungerlo;il prossimo appuntamento è alle 4.00 al concerto in Campidoglio. Decidiamo di tornare lì e di renderci liberi tutti fino alle 4,00. Ognuno di noi decide di gironzolare intorno ai Fori imperiali: è pieno di gente, ai Mercati Traianei, ore 3 e mezza del mattino, c'è una fila lunghissima per entrare a vedere le istallazioni di Roma Virtuale. E piove piove.

ore 3,30 - Campidoglio - la Sala della Bandiere, l'abituale sala delle conferenze, è diventata il nostro rifugio. Venire qui di notte, anche di notte, è quasi surreale anche se ci da il senso della familiarità. In questo aiutano i guardaportone, gli stessi che vediamo tutte le mettine, che ci accolgono se possibile con maggiore gentilezza. Poco prima delle 4,00 il sindaco ci fa una gradita sorpresa: una colazione improvvisata, caffè, dolcetti... la notte non è ancora finita e questo, anche per l'imprevisto tempo morto, è il momento più faticoso.

ore 4,30 - piazza del Campidoglio - Nymann in concerto è forse la cosa più bella, emozionante di tutta la notte. La piazza è di nuovo piena. Partono le rime note ed è incanto. La musica colorata e terribile di questo compositore dai calzini colorati (è quello di lezioni di piano, per chi come me non lo ricordasse), è piena di clamori;  tra violini e ottoni, sembra di sentire un clamore di voci. L'anima si stringe fino ai finali, sempre bruschi, quasi dolorosi.

ore 5,45 - piazza del Popolo - veniamo a fare visita a Luna Rossa, visita velocissima. Ma ci basta il tempo per notare che rispetto all'anno scorso, alla stessa ora, c'è moltissima gente in più. L'anno scorso c'erano ormai solo un paio di ragazzi con i bonghi e in un angolo il mezzo dell'AMA che aveva cominciato a pulire. Stanotte, stamattina, è ancora gente che viene, va, sale al Pincio.

ore 6,00 - terrazza del PIncio - ad aspettare Aldo Giovanni e Giacomo e poi Gianna Nannini che canterà con l'orchestra di Ambrogio Sparagna, saranno 5000 persone, i primi alle transenne sono qui da ore. Alla faccia della pioggia che però, dopo ore, fa sentire i suoi effetti alle linee audio. Aldo Giovanni e Giacomo ne risentono, Nannini e Sparagna aspettano. Il sindaco fa un ultimo punto, positivo, e ci saluta.

Luigi ci prega di aspettare almeno la prima canzone di Nannini. Discutiamo ma intanto comincia a "pompare" il ritmo dei tamburi di Sparagna. Sulle prime sembra un normale check sound poi si insinua il sospetto che invece... Resistiamo, qualcuno di noi ormai è passato dalla stanchezza ad una lieve eccitazione, ci sembra di essere svegli, tra una foto e l'altra all'alba e ai colleghi, io mi metto perfino a ballare. E piano piano, strappandoci l'attesa dallo stomaco e portando il ritmo fino alle dita, parte Gianna Nannini con "fimmene fimmene".

Buongiorno Roma. Strappiamo via Luigi che vorrebbe restare per la seconda canzone. Ci scuseremo ma adesso si va a casa. Sono quasi le otto del mattino. Come l'anno scorso torno a casa con la sensazione di aver vissuto un viaggio, una magnifica avventura. Grazie.

angela cannizzaro :)

 

 

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