06/08/2005     chi siamo scrivici

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                                                                                                           for de porta

 

 paese mio che stai sulla collina...


Così diceva una canzone qualche anno fa'.
non e' il mio paese ma ci diventerà, anzi ci è diventato.
Tra un po' mi trasferirò proprio li, lasciando la città e cercando di vivere al meglio
quello che resta da vivere.

Io sono nato a Roma, ma mia madre e' nata nella sabina, da fanciullo ci vivevo l'estate quando uscivo dal collegio, e quei sapori e quegli odori di tutto mi sono rimasti nel cuore,così quando la disponibilità economica me lo ha permesso mi sono messo alla ricerca della casa perduta.

La trovai così per caso, una domenica che scampagnavo con amici vidi una casetta nel bosco e me ne innamorai.
Era piccola e gialla, le cicale gridavano e i grilli la notte ti parlavano.
E' circondata da alberi di olivi secolari, mele, pere,susine insomma la casa delle fiabe.

Il paese e' Montasola nella bassa sabina, io sono a circa un kilometro da questo gruppo di case situato su di una rocca medievale molto caratteristica, non ci sono grandi cose ma solo silenzio e sorrisi.
Daltronde a poca strada ci sono paesi più in vista dove puoi compraretutto quello che ti serve, Poggio Mirteto...Cantalupo, Torri in Sabina.... insomma io ci sto bene.

Riesco a ricordare i vecchi luoghi, quando da bambino non c'era ancora la luce elettrica, le case e le vie erano illuminate da acetilene a carburo, la notte era notte, scura a volte ma piena di voci dalla piazza,
"banasera Ricuccio..." diceva una voce nel buio... e l'atro rispondeva... "banasera Adelaide, ta' fedato la pollastra?" "sine" rispondeva essa.
 

E quando al pomeriggio sempre alla stessa ora si andava con le zie a portare da mangiare al maiale era festa, e ancora più allegro era il momento dell'uccisione di esso con mangiate da paura, padellacce e sanguinaccio e lo scemo del paese a gridare col bicchiere in mano che questa o quella donna avevano il culo bono.
 

Si raccoglievano le uova e si riusciva a berle ancora calde... poi arrivava la trebbia e allora era come un grande gioco per noi, perchè si beveva e si mangiava di tutto quello che portavano le donne
e condita con qualche bestemmia subito perdonata per il gran caldo e la fatica, sembra l'atro mondo ma è così che si viveva.

Quando l'estate arrivavamo noi "romani" le ragazzette si mettevano l'abituccio della festa per far colpo su di noi, i miei fratelli più grandi riuscivano a pomiciare tra i cespugli e le paure di essere scoperti dai paesani li faceva correre giù dai fossi e dalle cascine e tornare sempre con qualche sbucciatura alle gambe.

Verso i 14 anni mi presi una cotta per una ragazzina del paese, carina e burina, dicevamo di amarci come possono amarsi due fanciulli, ma quando da adulto tornai al paese, volli andare a salutarla e mi apparve
una donna enorme, grassa con 7 figli e ancora più burina, erano finiti i ricordi... sono fuggito.
 

Comunque il paese e' molto antico credo si parli del 1190 o giù di lì,
la rocca e' tipica di castelli medievali con difesa dalle solite invasioni e situata a 700 metri sul livello del mare,
Ho avuto modo di conoscere il giovane sindaco, molto attento alle problematiche e le esigenze sia di chi ci abita sia di chi ci reca in villeggiatura.
Alla festa del paese gli ho detto scherzando che mi ricorda Veltroni, e lui ci si e' gongolato un po', bella festa e diversa dalle feste passate con orchestrina e gnocchi, cocomeri e tartufi, solidarietà e grande allegria, ragazzette con la pancia di fuori ..... sono passati 50 anni e le cose sono cambiate dalle burinelle con vestiti castigati.

ciao

ubaldo detto duccio
 

 

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