27/09/2005       chi siamo scrivici

             amici link

 

ViaVenetoRoma


Comune di Roma


Zčtema


Upter


Atac Roma


LaScatolaChiara


Archivio

immaginiCinema

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                     c'era una volta

Due, tre, quattro squilli...

un libro di Pina Monaco

 

C'era una volta Roma negli anni '70, quelli della politica, dei gruppettari, delle comuni, delle compagne che giravano di casa in casa lasciando parti di biancheria e di se stesse,  delle riunioni, delle case arredate con i cubi gialli e blu. Cerano una volta le case del quartiere San Lorenzo frequentate e abitate soprattutto dagli universitari, quel quartiere tanto forte da farti diventare "sanlorenzina", come dice PIna Monaco, e da fartici restare per sempre. E c'erano gli studenti universitari romani e quelli fuori sede che erano come randagi, forti perchč spinti dalla semplice necessitā di sopravvivere. E c'era una volta Roma del terrorismo dove a qualcuno č capitato di essere arrestato per una omonimia. E c'era una volta la Roma del PCI e del Manifesto dove qualcuno ha trovato quello che non aveva, dove qualcuno ha trovato la sublimazione di una rabbia che avrebbe portato al terrorismo sterile.

E' la Roma ed č la Storia che ci assale leggendo questo libro autobiografico di Pina, semplicemente autobiografico.

Ma non c'č solo Roma. C'č Roma vista e conosciuta con gli occhi di una ragazza di "for de porta", di Capracotta, paesino di montagna, che aveva un obiettivo: studiare. E questa č una chiave di lettura inusuale: il '68 č stato letto come la rivoluzione dei figli della borghesia che hanno ribaltato le regole. Ma Pina racconta di altre persone e altre provenienze (a me le ricorda, ero come lei) che borghesi non erano, per i quali l'universitā e lo studio non era una certezza ma una conquista. E di una generazione precedente, quella della misteriosa Maria, pių grande di Pina, che vedevano nel futuro, nella scuola, nella vita e nel lavoro a Roma, una possibilitā per migliorare la vita dei giovani.

Tutto questo dentro al semplice racconto di un pezzo di vita popolata di tante persone: molte erano stasera da Feltrinelli, insieme a Pina. Io l'ho conosciuta invece solo da quando mi ha detto di aver scritto un libro. E sono contenta che lo abbia fatto.

I tempi e le vite di cui Pina racconta sono in un tempo vicino ma lontano; lontano eppure vicino. E' come per gli archivi: per parlarne devono passare un paio di decenni e la prima volta che succede č sempre "forte". In pių Pina Monaco č una persona "affettiva", vuole bene, le viene istintivo: il suo libro nasce dall'esigenza di parlare di grandi affetti, č pieno di sentimento, cattura, lo si legge di un fiato. Alla fine diciamo: ancora un po', Pina...

angela, come Pina una ragazza negli anni '70

 

 

soggettive


accade a Roma


la cittā futura


c'era una volta


cittā del cinema


for de porta


antichi sapori


Roma sparita