28/07/2006    chi siamo scrivici

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                                                                                                        la cittā futura

Mi capita a volte di sentire brontolii del tipo: invece di spendere tanti soldi per l'Estate Romana, perchč il Comune non fa qualcosa per chi ha bisogno, per che č in difficoltā , per chi č senza casa?

Intanto sono convinta che la cultura non č affatto un bene secondario ma che ha un ruolo fondamentale nella qualitā dei rapporti sociali: basta vedere cosa sono quelle parti delle cittā dove non sono stati mai previsti luoghi e tempi per la cultura (vedi le borgate e i quartieri dormitorio di anni non troppo lontani). E poi, lungi dal fare polemica ma solo informazione, voglio segnalare un articolo apparso sul sito del Comune di Roma a proposito del...

 

Problema casa: 147 milioni di euro da Comune e Regione
La Regione Lazio e il Comune di Roma hanno stabilito un primo stanziamento congiunto per fare fronte all'emergenza casa: 85 milioni di euro dal Campidoglio (parte del finanziamento generale per le politiche abitative previsto nel bilancio 2005, che ammonta a a 205 milioni di euro) e 62 milioni di euro dalla Regione Lazio, per un totale di 147 milioni di euro.

E' prevista anche la realizzazione di 1.774 alloggi, destinati all'affitto, con un contributo regionale di oltre 66 milioni di euro: il Comune di Roma ha giā individuato le aree adatte per le nuove edificazioni. Il 'patto' sottoscritto da Comune e Regione assume un'importanza decisiva, visto che negli ultimi anni le situazioni di disagio abitativo a Roma e nel Lazio si sono aggravate, dato il progressivo aumento dei prezzi degli immobili residenziali e degli affitti, che in alcuni casi ha superato il 100%.

Una situazione che ha causato, collateralmente, anche un preoccupante aumento degli sfratti (+71% nel solo primo semestre del 2004, 50 mila sfratti pendenti solo a Roma), soprattutto per morositā (circa il 60%) andando a colpire diverse fasce sociali e in particolare le famiglie molto povere (che devono fare i conti con un numero di alloggi popolari e sostegni finanziari ancora insufficienti) e quelle famiglie in condizioni economiche precarie (che non sono in grado di accedere al mercato libero della locazione ma non dispongono nemmeno di un reddito tanto basso da consentire loro la collocazione nelle fasce alte delle graduatorie per l'assegnazione delle case popolari), oltre agli immigrati e agli studenti fuori sede.

 

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