Roma sparita Roma trovata
L'idea romantica di cercare i luoghi di Roma com'era, quelli col profumo dei film di Gigi Magni e prima ancora con quello delle vecchie canzoni. Quella Roma tra l'acquerello e il virato seppia, quella di Rugantino, quella dei viaggiatori nord europei incantati, quella del Marchese del Grillo.
Non c'eravamo, certo che no. Ma questa Roma di cui volgiamo parlare trasuda dai vicoli, dall'odore delle botteghe dei rigattieri prima ancora che dalle opere degli antiquari o dei collezionisti. E' la Roma di Fiorenzo Fiorentini, la Roma di chi, anche se giovane, vuole guardare al passato senza nostalgia ma con la certezza che "historia magistrae vitae", che siamo figli della storia, che senza memoria non c'è futuro.
...quante citazioni in latino in questo giornale... ma che bello! Il latino è la prima lingua (conosciuta) di questa città.
"Roma sparita" ci riporta al ciclo di acquerelli di Ettore Roesler Franz. Anche se per estensione può essere tutta l'immensa immagine iconografica di Roma almeno fino ai paesaggisti, senza voler scomodare i fotografi dall'800, almeno fino a... fino a quando? Una città sparisce nelle sue parti periferiche anche più di una volta nell'arco di una sola vita. E forse non solo nelle periferie. Prediamo i felici cambiamenti intorno al Giubileo del 2000 che ha restituito piazze alla città, colori dimenticati...
Ma questa è una rubrica con l'odore dei rigattieri.
E perchè rimanga tale ci fermeremo, per il momento, all'opera di Ettore Roesler Franz, che non ringrazieremo mai abbastanza.
la redazione