16/04/2005     chi siamo scrivici

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SEMPRE AD OSTIA QUALCHE ANNO DOPO...

I miei ricordi delle domeniche al mare partono dai primi anni settanta, quando la seicento non era più un sogno ma una realtà: il motore nel cofano dietro e un piccolo portabagagli davanti... ma quante cose ci entravano nella nuova seicento con gli sportelli “a vento”.
Anche nella mia casa, come in quella di Duccio bambino, ci si svegliava con l’odore delle fettine panate, ma i pomodori col riso e le patate sotto erano pronti già dalla sera prima.
Si prendeva la Via Cristoforo Colombo che, se beccavi il primo semaforo verde era fatta, vuol dire che avevi preso l’”onda verde” e superare l’Eur era una volata!
Noi bambini contavamo le pubblicità del “Coppertone”, quelle con la bambina e il cagnolino che le tira giù il costume, e facevamo a gara a chi le vedeva prima.
Si passava davanti alla “tenuta del Presidente”, l’eccitazione saliva, ma il mare sembrava non arrivare mai, fino a che... eccoli i lampioni a “spillo” della Rotonda di Ostia!!!
“Mamma, com’è la bandiera oggi” “E’ bianca!” “Evviva! allora ci facciamo il bagno!”
La meta erano le “dune” di Castel Porziano, quelle che oggi noi romani chiamiamo i “cancelli”. Il papà pianta l’ombrellone con un deciso movimento circolatorio e via, tutti in acqua.
Verso mezzogiorno ci si metteva il costume asciutto, coprendoci l’un l’altro con un asciugamano in vita, i più fortunati avevano l’ombrellone con la tenda intorno e per loro era più facile cambiarsi.
Quindi ci si spostava in pineta, la bellissima pineta di Castelfusano che negli anni a venire avremmo visto bruciare diverse volte.
Erano tante le famiglie in pineta, tutte organizzatissime! Dalla piccola seicento, come per magia, usciva il cestone di vimini con il pranzo, la sdraio per la mamma, fatta di tanti tubicini di plastica intrecciati tra loro, un tavolino che si apriva e che conteneva le seggiole pieghevoli di tela, e un’altalena, persino una vera altalena che veniva montata all’ombra.
Famiglie che socializzavano tra loro, scambiandosi una fetta di crostata o un bicchiere di vino, organizzando partite a carte e a pallone.
Era la Roma che per un giorno dimenticava il carovita e le ristrettezze dell’austerity, il terrorismo, le stragi, il compromesso storico, e si sentiva veramente in vacanza.
Silvia

 

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