26/08/2005   chi siamo scrivici

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                                                                                                          for de porta

Stromboli e dintorni: dal diario di viaggio

Stromboli - 17 agosto:  non ci sono molti romani a Stromboli; ci sono tanti napoletani e tanti "milanesi", tanta gente del nord. Forse per questo non è meta dei romani. E' un peccato perchè  l'isola è semplicemente meravigliosa.

Come sempre sono arrivata comodamente da Napoli, con la nave che parte alle 21 dal Molo Angioino.

Sarebbe dovuta arrivare intorno alle sei del mattino: un'oretta prima tutti si va sul ponte ad avvistare l'isola che è poco più di un'ombra.

Man mano che sale il sole si scopre che è una giornata straordinaria, con una rara limpidezza del cielo: non solo si vedono tutte le isole fino alla lontanissima piccola Alicudi, ma è chiara anche la costa della Calabria e quella della Sicilia, con l'Etna, maestoso. La giornata passa tra l'ombrellone, le nuotate e il libro di Repubblica, sulla spiaggia lunga dopo il porto.

Alle 8 di sera arriva l'aliscafo per Reggio Calabria, che prendo perchè, svelato il mistero, io in realtà sono diretta dai miei amici ma anzichè viaggiare di giorno annoiandomi sull'eurostar, ho preferito viaggiare di notte, passare una giornata al mare.

Reggio Calabria - 18 agosto: il programma è dio passare due giorni con gli amici per poi andare insieme a Stromboli per la nostra solita notte sotto le stelle nel sacco a pelo per il compleanno di Marjorie. Impiego la mattinata gironzolando per la mia città natale da cui sono venuta via ormai da 25 anni. Intonaco più, intonaco meno, non mi sembra molto cambiata, ci sono ipermercati, qualche palazzo nuovo, nuove strade ma nel complesso la sua immagine è sempre la stessa, sempre lo stesso senso di "incompiuto", sempre la stessa aria disordinatamente mediorientale; forse dovrebbe essere "venduta" turisticamente parlando con questa ironia.

Messina - 19 agosto: Adriano deve andare a Messina per lavoro e mi propone di accompagnarlo. Perchè no? Prendiamo il traghetto da Villa San Giovanni. E così finalmente visito al cattedrale, vedo il movimento del meraviglioso orologio del campanile dove a tutte le ore si muovono leoni, angeli, vecchi e bambini. Sulla piazza ci sono ancora la "Vara" con gli angiolini siciliani paffuti con ghirlande di fiorellini colorati e  "il gigante e la gigantessa", i due carri tradizionali. E' una città molto bella, elegante, disegnata, con fughe prospettiche e palazzi liberty ben conservati. Tanta differenza rende comprensibile la accanita rivalità fra le due città dello stretto: sono sorelle gemelle che si rimproverano a vicenda per la bellezza presente o mancata. Il ritorno è più complicato, dalla Sicilia comincia il rientro e all'imbarco c'è un'ora di fila. Ma Adriano è un buon conversatore oltre ad essere architetto e a saper spiegare storicamente le differenze fra le due città.

Brancaleone - 20 agosto: Adriano e Marjorie sono velisti e sono molto attenti e previdenti rispetto alle previsioni del tempo che non promettono nulla di buono per il fine settimana. La perturbazione di Adriano in questi giorni è diventata il tormentone: a che punto è, dove sta? Il problema è che in sacco a pelo su un'isola non è il massimo della vita; senza contare che per loro è ancora periodo di lavoro e non possono rischiare domenica sera di restare bloccati a Stromboli. Decidiamo di optare per le spiagge della costa ionica dove possiamo andare con il loro furgone attrezzato a camper, portandoci anche la tenda. Abbiamo superato Capo dell'Armi e Capo Spartivento: sono i due massicci rocciosi che rendono quasi quadrata la punta continentale dell'Italia. Siamo "dall'altra parte", di fronte a noi c'è la Grecia, questo è il mare di Ulisse. Qui non ci sono nè romani nè reggini e i "milanesi" sono i figli e i nipoti di quelli che sono emigrati negli anni '60. E' un'unica lunghissima spiaggia e tra una cittadina e l'altra capita di stare insieme (si fa per dire) a pochissime persone, distanti dal nostro ombrellone decine e decine di metri. Ma ahimè il mare è molto agitato, mare di scirocco che i velisti non avevano considerato. Non è divertente, anzi è proprio noioso stare così, senza nemmeno una nuotata. Andiamo a Bianco a prendere un gelato ed è qui che mi viene l'ispirazione di cercare una camera in albergo per compensare con la comodità la delusione per il mare cattivo. Si rivela una grande idea perchè tra Bianco e Bovalino troviamo un agriturismo semplicemente bellissimo.

Le Nereidi - 21 agosto: l'agriturismo è sul mare e ha alle spalle una tenuta agricola dove, oltre al pregiatissimo vino Greco di Bianco, si produce tutto quello che viene consumato ed è tutto ovviamente biologico: frutta, verdura, olio, il grano con cui viene fatto il pane, la carne che proviene da un allevamento di 100 capi tra suini, bovini e ovocaprini, il pesce viene pescato sul tratto di mare davanti, ci sarebbe anche una sorgente d'acqua ma la proprietaria pensa che sia veramente troppo servirla a tavola senza imbottigliarla. Le camere sono con aria condizionata come in un albergo di livello. C'è un accesso al mare che passa sotto la statale e sotto i binari della ferrovia, sulla spiaggia sono disponibili gli ombrelloni. Il tutto per 60 euro a notte pensione completa. E non è finita: accanto è stata scoperta una meravigliosa villa romana che, dopo Locri, si annuncia come la più grande area archeologica della Calabria: lo scavo è aperto e visitabile con i ragazzi volontari di una associazione. Per questa terra non proprio fortunata, la villa romana (eccoli i romani, for de porta fin dall'antichità, come al solito) sarà una ricchezza.

Stromboli di nuovo 22 agosto - Poichè si tratterebbe di tornare a Roma con il solito Eurostar sette ore di noia, già da venerdì avevo organizzato il rientro via mare: acquistato il biglietto dell'aliscafo da Reggio Calabria, prenotato il biglietto sulla nave da Stromboli per Napoli. E qui comincia l'avventura.

Da Reggio a  Lipari il mare è grosso, libeccio, onde alte. Ci dicono che da Lipari non si prosegue per le altre isole, non con gli aliscafi di questa compagnia. Poco male, la nave che prenderei da Stromboli, parte da Lipari, faccio un biglietto integrativo e me ne vado in giro. Lipari è sempre affollata e diventa sempre più una "città", comprese le aree pedonali. Faccio l'immancabile sosta arancino-calzone al bar il Gabbiano a Marina Corta, luogo di incontro, di aperitivi, di sosta per i ragazzi con gli zaini. E' curioso stare in vacanza e sentir parlare di lavoro le persone al tavolino accanto.

A Lipari, per quanto piccola, basta rifare un intonaco e, come in tutta la Sicilia, le facciate delle chiese, dei palazzotti, appaiono in tutto il loro contenuto barocco splendore.

Scopro che parte un aliscafo per Stromboli, di una compagnia dove evidentemente i comandanti sono più esperti o più temerari. Il mare è terribile, tra Salina e Panarea l'aliscafo deve abbassarsi, c'è il rischio di dover tornare indietro.

 

 

Invece riusciamo ad arrivare a Stromboli dove, appena scesa, vengo accolta da una esplosione del vulcano, Iddu, che da stamattina, mi dicono, è bello sveglio. Sono cannonate come quelle dal Gianicolo, anche più "potenti".

Alla Siremar mi dicono che fatto una sciocchezza: la nave che da Lipari parte sicuramente, qui se il mare e il vento si mantengono così, non riuscirà ad attraccare: Stromboli, come tulle le altre isole tranne Lipari, non ha un porto ma solo un molo dove con il libeccio non è possibile manovrare. Decido di andarmene in giro per l'isola, aspettando.

Stromboli in questi ultimi anni è diventata bellissima, non c'è nemmeno il più piccolo viottolino che non sia lastricato, c'è un bancomat accanto all'alimentari (dove c'è il denaro liquido che si spende per la spesa), le case sono state tutte ristrutturate, è piena di ibiscus che non è una pianta locale ma è stata importata in Sicilia dagli spagnoli al tempo che fu... le persiane sono tutte blu...

Il mare si è calmato e pare che anche il libeccio sia caduto per girare a maestrale. La nave attraccherà, forse. Alle nove di sera il bar Malandrino ha la folla di quelli che partono alle 10 e mangiano la pizza prima di imbarcarsi. Ma la nave ha molto ritardo, si parla di tre ore. E all'improvviso viene anche la pioggia, tanta pioggia. Nell'attesa scatta perfino una sorta di allegria. E' passata mezzanotte che finalmente la vediamo spuntare dietro la costa. Il molo è pieno di gente, è una sera di grande rientro, l'isola si svuota. Giovanni. il mio amico meccanico, è convinto che la nave farà l'impossibile per attraccare.

E infatti, nonostante il mare ancora grosso, dopo un paio di tentativi che ci lasciano con fiato sospeso (si tratta di restare a terra,m trovare un posto per dormire...), finalmente l'ormeggio regge, la nave è "acchiappata", parte l'applauso e ci chiedono di salire a bordo più in fretta che possiamo. E via!. Fino a Napoli viaggeremo tutta la notte con mare grosso. Molti soffriranno il mal di mare, molti, come la sottoscritta, dormiranno cullati.

 

Roma 23 agosto:  quando arrivo col treno alle 14,30, il cielo è coperto, l'aria è fresca. Sembra proprio, giustamente, la fine dell'estate e delle vacanze. Devo aspettare il giorno dopo perchè mi passi il "mal di terra", continuo ad oscillare come sulla nave. E devo aspettare ancora un altro giorno per non sentirmi ancora sull'isola perchè da Stromboli non si parte subito, non si parte del tutto.

angela :)

 

 

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