12/10/2005      chi siamo scrivici

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Claudia: W il trekking urbano

Dopo due giorni pressochè ininterrotti di pioggia, ben pochi avrebbero sperato (ma noi si) in una tregua che ci permettesse di concederci una bella passeggiata per la nostra indiscutibilmente unica città. Roma ha risposto all’appello regalandoci uno splendido cielo azzurro e un sole che scalda il cuore, evviva!
Ho fatto colazione pregustando già il tepore che mi avrebbe accompagnato fino al Monte dei Cocci, mangiando con più gusto del solito… poi è arrivata la mia amica Paola e ci siamo dirette all’appuntamento con Angela ed i nostri nuovi amici del progetto “ILOVEROMA”, sotto Porta S. Paolo; sembrava una giornata di inizio primavera, la quiete dopo la tempesta…
L’itinerario da noi scelto è quello che lungo le Mure Aureliane prevede la visita al Museo di Via Ostiense, dentro Porta San Paolo, continua verso la Piramide dell’ ”epulone” Caio Cestio, prosegue lungo Via del Campo Boario passando per il cimitero di guerra de soldati del Commonwealth e finisce a Monte Testaccio. Fin dall’inizio ho capito che non sarei riuscita a trattenere neanche un decimo delle notizie storiche che la nostra bravissima guida forniva, incalzata dal poco tempo a disposizione per la sosta ad ogni tappa, c’è così tanta storia in quei luoghi!! Nel Museo ci sono riproduzioni dell’antica Roma così com’era quando l’imperatore Claudio fece costruire il porto alla fine della Via Ostiense, per rendere agevole il traffico commerciale al milione di abitanti che affollavano la città; là dentro si respira aria di storia ed è una sensazione che ogni volta mi paralizza dall’emozione e fa vibrare il mio senso di orgogliosa appartenenza all’ Urbe: conoscere la vita quotidiana di millenni fa, sapere quali problematiche si presentarono a quegli uomini e come genialmente le risolsero, realizzando vere e proprie imprese titaniche senza i mezzi di cui disponiamo noi oggi, è davvero sorprendente!
La camminata intorno alla Piramide, inglobata nelle mura per ragioni di tempi e costi dall’imperatore Aureliano, e poi lungo Via del Campo Boario è deliziosa: incontriamo un distinto signore, fornito di zaino e buste di plastica, che pulisce meticolosamente gli spazi sotto le mura da cartacce, bottiglie vuote di birra e altra spazzatura lasciata durante la notte da individui meno civili di lui. Il suo cane, con un fazzoletto rosso al collo e l’aria vispa e simpatica, lo guarda e aspetta il lancio di una vecchia pallina da tennis per tuffarsi alla rincorsa e riportargliela scodinzolante, lo sguardo pieno di amore e gratitudine. Lui ci ferma e ci consiglia la visita al cimitero, dice che è un bel posto, molto curato e tranquillo dove poter osservare la precisione della disposizione delle lapidi nello stile anglosassone e le bellissime piante che lo adornano. Ringraziamo tutti e io e Paola ci intratteniamo ancora un po’ ad osservare la dignità di quest’uomo con il suo compagno a quattro zampe…. Nel frattempo, non posso non fare caso alle numerose piante di cappero che penzolano dalle mura, insieme a parietaria, malva e cicoria nel piccolo prato. Che bella Roma!

Purtroppo la mia gamba matta mi ricorda che stare in piedi a lungo per me è un rischio, ma stringo i denti perché non voglio proprio rovinarmi l’arrampicata al Monte dei Cocci che, vergogna massima, non avevo mai visitato prima di oggi.

Beh, il suono sotto i piedi dei pezzi di terracotta rotti disseminati lungo la salita mi ha fatto sentire la nostalgia della vita all’aria aperta, e anche se era una discarica di rifiuti commerciali ne ho apprezzato l’ingegno, lo studio approfondito per la costruzione e lo spettacolo unico che si gode da lassù: tutta la mia città, a 360 gradi fino al mare, che sensazione di pienezza! Ho individuato ovviamente subito le bellezze artistiche più evidenti, ma poi mi sono divertita a cercare altri luoghi, il vecchio canile di Via Portuense, casa di mia nonna, di un’amica, perfino la zona di casa mia (almeno nella direttrice!!). ho visto le numerose specie di piante officinali che popolano la sommità del monte, verbasco, fumaria, malva, piantaggine, cardi, mentre romanticamente una leggera brezza volava sui miei capelli…. Ho ancora con me il calore di una tipica domenica di ottobre a Roma. Grazie!
Claudia

 

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