11/10/2005      chi siamo scrivici

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                                                                                                            soggettive

Duccio: vi regalo gli occhi miei..... cosi anche voi potete vedere.


Sono nato a Roma, sono passato davanti a quei posti mille volte e mille pi¨ giorni, da ragazzo con la macchina sbuffavo e imprecavo, l'imbuto di traffico che si creava alla porta di S.Sebastiano mi dava fastidio fisico, la fretta di arrivare chissa' dove mi faceva dimenticare chi siamo e da dove veniamo.

Qualche anno dopo in attesa che si sbloccasse il solito semaforo ho cominciato ad alzare gli occhi e guardare la porta.
Mi dicevo: "accidenti a loro erano proprio bravi a costruire porte e fortezze" e poi fuggivo via. Era un segnale?

L'incedere del tempo, a volte veloce e a volte lentissimo e il cumulo degli anni ha fatto si che il mio modo di pensare cambiasse riguardo alla storia, e mi ritrovo oggi ha osservare e ascoltare cose che prima avevo solo "visto".

L'incontro con le persone giuste... il mio tempo libero... l'impegno assuntomi con gli amici del giornale on-line "iloveroma" ha fatto di me un altra persona.

Ecco la storia!

il "nostro" giornalino in collaborazione col comune di Roma ha lanciato un iniziativa per la seconda giornata del trekking urbano, una emozionante passeggiata intorno alle Mura Aureliane, percorsi diversi.. divisi in gruppi... da porta S. Sebastiano alla porta di S. Paolo. e viceversa.

La giornata era dolce, proprio come Roma sÓ fare, dopo il diluvio dei giorni passati la cittÓ era come se dicesse a me e agli altri che era giunto il momento di guardarla pi¨ a fondo e conoscerci meglio.

L'entrata delle torri di S. Sebastiano mi ha fatto sentire un brivido dentro,
come se una folata di vento mi avesse oltrepassato il corpo, ho pensato che gli spiriti di tutti coloro che si sono avvicendati nella storia mi abbia dato un messaggio di benvenuto, tutto trasuda di storia, a ogni passo e ogni spiegazione ti pare di vedere cittÓ nella sua vera identitÓ.

Siamo saliti fin sopra i torrioni, affacciati alle finestrelle o ai vari pertugi si poteva vedere Roma adesso e immaginarla prima, ti potevi sentire un centurione o un pretoriano a seconda delle tue emozioni: le spiegazioni ( bravissima la nostra guida ) erano cosý lucide che riuscivi a vedere le sentinelle in ogni entrata chiudere e aprire la porta con serrande di ferro dai soldati.
Una cosa che mi ha fatto "sorridere" e riflettere e' stato vedere i graffiti sui muri, i mezzi di comunicazione della nostra epoca a quella dei posteri oggi Ŕ un altra cosa, ma pensate un po' se non avessero scritto sui muri oggi sapremo molto meno.

Sulla camminata delle mura di cinta, si pu˛ notare il percorso della storia a pi¨ riprese, la costruzione originaria e le varie modifiche apportate nel corso dell'avvicendamento degli imperatori e papi a seconda delle esigenze storiche e anche personali per lasciare un segno della propria potenza.

Sono tornato a casa e sono un tantino diverso.
Grazie.

Ubaldo detto Duccio
 

 

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