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L'Upter diventa maggiorenne

Diciotto anni fa nasceva l'Upter, l'Universitā della Terza Etā, quella degli anziani che non volevano rassegnarsi alla pensione, alla panchine, al bebysitteraggio dei nipotini, alle partite al campo di bocce.

Quelli che volevano approfittare del tempo libero per potersi dedicare finalmente alla proprie passioni, quelli che volevano continuare ad imparare.

Nasceva seguendo l'idea che si potesse fare "formazione permanente", che l'etā dello studio non finisca intorno ai 25 anni. Nasceva con pochi corsi e pochi insegnanti volontari.

La maggiore etā dell'Upter vede grandi cambiamenti. Intanto giā dieci anni fa, quando la direzione mi chiese di fare corsi di regia, l'Upter era diventata aperta a tutte le etā, e infatti i corsi di regia sono sempre stati molto eterogenei nella frequentazione: da Rossano, pensionato dell'Enel, Claudio ex direttore della tenuta del Cavaliere, Massimo pensionato dal Campidoglio, Nino ex dirigente delle Ferrovie, Carlo architetto progettista di barche a vela, Duccio pensionato dal Poligrafico dello Stato, a Tommaso, Matteo, Andrea ed Edoardo studenti del liceo, a Stefano giovane fotoreporter, a Rosanna dipendente del ministero di Grazia e Giustizia, Laura laureanda in filosofia con una tesi su Kubric, Federico attualmente alla scuola di cinema di Toronto, Stefano dipendente del Comune e impegnato nel volontariato, Francesco operatore ai SERT, Roberto con la sua societā di pulizie, Bianca Maria che scrive racconti gialli, Fabio che lavora in Rai, Giuseppe che fa il fisico, Alessandra avvocato alla Sacra Rota, Salvo sempre in cerca di un lavoro nello showbusiness... e poi... Valentina, Ambra, Stefania, Francesca, Tiziana, Vittorio,  Giorgio, Vincenzo, Ilaria,  ... e tutti gli altri, tanti tanti... tanti.

E poi insegnare all'Upter č una gioia ma anche un grande stimolo, una grande esperienza umana e professionale: le classi sono molto eterogenee per etā, provenienza e aspettative. Insegnare richiede sempre uno sforzo di linguaggio sul piano della mediazione: occorre essere occasione di crescita senza deludere chi ha aspettative maggiori rispetto al resto della classe. E' una costante ricerca di linguaggio, molto stimolante sul piano del rapporto e della conoscenza dell'altro, prima ancora che su quello della comunicazione.

E poi adesso ci sono 32.000 iscritti, 3000 corsi, 100 sedi fra Roma e provincia, 400 docenti.

Solo a scriverli questi numeri, da una parte tremano le vene dei polsi, dall'altra viene una grande gioia. E insieme anche un pizzico di orgoglio di essere in questo progetto educativo che č anche un modo di stare insieme con gioia, per me da dieci anni.

Auguri e felice nuovo anno accademico.

E vediamo cosa succede quest'anno con i miei ragazzi perchč "chi fa queste cose č ragazzo nel cuore"

docente di regia e storia del cinema

 

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