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16.10.2007 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                             la città del cinema

16 ottobre 1943

 

 

 

 

 

 

 

 

Oltre a "L'oro di Roma" di Carlo Lizzani, ci sono due film in cui si racconta col giusto lancinante dolore del rastrellamento del Ghetto la notte del 16 ottobre, Uno è "Gente di Roma" di Ettore Scola, l'altro è "La finestra di fronte" di Ferzan Ozpetek. 

Film recenti e ci tengo a sottolinearlo perchè è molto importante che anche il cinema non dimentichi, anzi, se il cinema non dimentica, aiuta tanti a non dimenticare con un mezzo che scende in fondo al cuore più facilmente delle celebrazioni e dei libri e dei programmi televisivi (tanto questo genere di programma poi si scopre passano in orari a dir poco singolari, cioè a notte fonda).

 

Tra la "gente di Roma", Ettore Scola trova una vecchina, sta uscendo dal portone di casa sua a Portico d'Ottavia per andare a fare la spesa.

Davanti stanno girando un film sull'occupazione nazista, la scena è quella deportazione, ci sono i tedeschi, i camion, le famiglie di ebrei che salgono sui camion con le loro valigie, le signore nel loro cappotto, gli uomini con i loro cappelli.

La vecchia signora si paralizza, grida, cade a terra in preda all'orrore, alla disperazione. Il regista da stop alla macchina, la soccorrono e sollevandola la manica del cappotto scivola e sul braccio appare il tatuaggio dei deportati nei campi di sterminio. E' un episodio breve, quasi senza battute. Parla da solo.

 

In pieno stile neo-realista e con belle citazioni da Carlo Lizzani, "La finestra di fronte" è in fondo, almeno in una parte, anche un film sulla memoria che scompare e per fortuna ritorna.

E' la memoria e le memorie di Simone che lavorando come apprendista in una pasticceria aveva sentito il pasticciere collaborazionista parlare del rastrellamento la notte dopo. E cerca di salvare più amici possibile.

Nella memoria di Simone, molto anziano, le immagini riaffiorano a brandelli, sono passi di corsa, urla di gente strappata alla sua casa, flashback brevissimi e laceranti. Parlano da soli.

 

Una candelina stasera per tutti quelli che non sono mai più tornati da quella notte.

 

angela cannizzaro

 


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