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AIC tra storia e programmi per il futuro

Da quando nacque il cinematografo, esisteva un fotografo-operatore incaricato di far funzionare al meglio quella scatola magica e misteriosa e di dare la giusta esposizione alle pellicole allora esistenti, affinché l'immagine risultasse perfetta.

Con l' evolversi della tecnica cinematografica il fotografo-operatore ha assunto una importanza eccezionale per la buona riuscita del film, diventando da prima operatore e quindi direttore della fotografia, ed oggi autore della fotografia cinematografica. Essi fanno parte di un personale sceltissimo e altamente specializzato che ci è invidiato e richiesto da ogni parte del mondo.
Regia, sceneggiatura, fotografia, musica, montaggio, scenografia, costumi e trucco sono gli elementi fondamentali di un film. La mancanza di uno solo di questi elementi ne pregiudica irrimediabilmente il valore artistico. Se nel film di carattere commerciale la fotografia assume una certa importanza, nel film d' arte è addirittura fondamentale. Quella della fotografia cinematografica è ormai divenuta una tecnica, forse l'unica, che riesce a raggiungere un significato d' arte e a volte di poesia.

Essa deve necessariamente affiancare la regia affinché questa possa raggiungere un effetto o una sensazione emotiva. La fotografia cinematografica "fa" ambiente, "fa" atmosfera allo stesso modo della musica ed è appunto in questa singolare trasposizione della tecnica fotografica che l'autore della fotografia cinematografica assume il ruolo dell'artista.
Questa categoria di specialisti si è spinta nei punti più remoti della terra con la loro macchina da ripresa, frugando nei luoghi più pittoreschi dalla Cina fino ai mari delle Antille, dal centro dell'Africa fin nelle regione più sconosciute dell'America del sud, sopra e sotto i mari di ogni continente. Da questi viaggi avventurosi, spesso realizzati dopo aver superato mille difficoltà essi hanno riportato delle documentazioni filmate, delle vere e proprie opere cinematografiche, che fanno, hanno fatto e faranno onore al cinema mondiale.
Come abbiamo detto gli autori della fotografia cinematografica sono i depositari di una tradizione di prestigio che ci viene tramandata da grandi maestri come Arata, Martelli, Tonti, Di Venanzo, Pogany, Nannuzzi, Terzano (per fare alcuni nomi importanti), i primi che fecero assurgere la fotografia ad un livello di primaria importanza. Per conservare intatta questa memoria tecnico-artistica del cinema italiano alcuni "coraggiosi pionieri", Albertelli, Damicelli, Del Frate, Delli Colli, Gallea, La Torre, Lombardi, Pesce, Risi e Scala il 13 maggio 1950 decisero di costituire l' AIC associazione italiana cineoperatori.

Cinquant' anni al servizio del cinema.

L'Associazione dalla sua nascita privilegia con ricerche iniziative e finanziamenti:
* La pubblicazione di libri e periodici, che anno dopo anno rispecchiano le esigenze degli associati. (del nostro libro annuale vengono stampate l 500 copie, distribuite in tutto il mondo)
* Le iniziative e gli incontri tecnici sul REST AURO, fattore essenziale per la preservazione di una memoria storica.* Didattica: un valido contributo alla cultura cinematografica in scuole, istituti e seminari in tutta Italia e all'estero.
* Proiezioni mensili di film dei soci per stimolare discussioni in comune, per una reciproca crescita professionale.
* Il Museo AIC, formato da macchine cinematografiche che partono dal 1904 arrivando a modelli del nostro passato prossimo.* Il lavoro costante con la cinematografia Europea tramite 1'IMAGO (Federazione internazionale di tutte le Associazioni Europee degli Autori della Fotografia). Per chi come noi lavora con le immagini è essenziale avere contatti con ciò che accade, creativamente e tecnicamente, al di fuori della nostra visuale italiana.
Cordiali saluti,


ll Presidente Roberto Girometti
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