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martedì 28 giugno 2011

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Alessandra Canale: signorina buonasera

per intervisteromane.net - 2002

 

Com’è nato il nome d’arte “Canale”, perché tu fai Pimpinella, vero?
Si! (risata). Perché una mia zia ha questo cognome e io l’ho preso in prestito. Si chiamava Gianna Maria Canale ed era un’attrice famosa negli anni ’60.


Il tuo rapporto con Roma?
Roma è una città meravigliosa, in questa città ho studiato e mi sono laureata. E’ un rapporto molto più bello da quando un anno e mezzo fa decisi di cambiare casa. Prima abitavo in un quartiere residenziale, il Fleming e proprio per avere un contatto un pochino più diretto ho deciso di trasferirmi in centro dove c’è una dimensione più umana e quindi è bellissimo anche il fatto di essere qui, con il nostro amico Bracardi, sono andata a prendere mio figlio a scuola e in questo pezzetto di strada che è via della Croce, incontro tante persone e respiro l’atmosfera di Roma di una volta, la Roma dove c’erano ancora i vecchi mestieri che piano piano stanno scomparendo. Qui in questi violetti c’è un’atmosfera bellissima, particolare, d’altri tempi.


Ami cucinare?
Amo cucinare, il minimo indispensabile perché preferisco pochi piatti ma fatti bene, semplici non troppo elaborati, non caricati o con sughi pesanti.

Se tu avessi la bacchetta magica cosa faresti per migliorare Roma?

Farei subito i parcheggi nel centro storico, per i residenti e gli amici dei residenti e parenti dei residenti (risata).


Come giudichi i romani?
Come in tutte le famiglie ci sono i figli buoni e i figli cattivi, però il romano è un popolo, fin dai tempi antichi, affettuoso, passionale, allegro, direi più sul positivo che sul negativo.


Cosa provi a ritornare a Roma dopo una lunga assenza?
Dipende da dove sono stata nella lunga assenza. Se sono stata per esempio, in un posto più bello di Roma, ma questo è difficile perché Roma è una città meravigliosa, una città dove è bello viverci. A parte che i vicini, e le conoscenze che abbiamo qui intorno fanno in modo che tu non ti senti mai sola. Comunque provo un senso tipo: “Casa dolce casa” o “finalmente a casa”.


Cosa ti manca di Roma quando sei via?
Da quando abito in centro, mi manca molto, quando sono via. Qui, praticamente, sei avvolto nella storia e quindi mi sento coinvolta. Ogni angolo del centro trasuda storia. Mi manca molto la zona in cui vivo. Di fronte ho la Basilica di San Carlo al Corso, mi affaccio e guardo piazza del Popolo, piazza Venezia, piazza di Spagna. Mi affaccio dalla finestra e vedo tutto una meraviglia. Anche di sabato e la domenica mattina che c’è poca gente, c’è una calma. Stamattina, per esempio, ho assaporato il fascino romano, alle 5 del mattino, perché sono andata a lavorare a quell’ora, pensa, e a quell’ora Roma è molto bella. I colori dell’alba, le luci, la gente che lavora, la gente vera non gli sfaticati. Purtroppo c’è tanta gente che fa finta di lavorare. Stamattina facevo un tipo di riflessione, su questo aspetto.


Quando non lavori in quale zona ami passeggiare?
Ad esempio, quando avevo il mio cane, andavo a Villa Borghese, al Pincio. Adesso passeggio in centro, in mezzo alla gente, perché sento il bisogno di confrontarmi, anche con un sorriso, con uno sguardo, anche guardando gli altri, osservandomi intorno.


L’inizio della tua carriera Tv?
Con i classici contratti a termine e poi dopo 17 contratti mi hanno assunta. Il 17 in questo caso ha portato bene è proprio il caso di dirlo, perché bisogna sfatare questa leggenda a termine.
I tuoi genitori sognavano un futuro diverso per te?
No! Loro volevano che io facessi l’imprenditrice, poi purtroppo, o forse per fortuna, le cose della vita mi hanno portata su questa strada, quella della TV.
 


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