martedì 25 maggio 2010
c'era una volta
L'arco
di Libera all'Eur
O, meglio, una volta ci sarebbe stato.
Adalberto Libera era uno dei migliori architetti italiani degli anni del razionalismo; suo il palazzo delle poste a via Marmorata, suo il Palazzo dei congressi all'Eur. Peccato, detto fra noi, che l'architettura razionalista abbia conciso in Italia con gli anni del fascismo perchè quelle forme geometriche frutto di riflessioni sulla necessità di innovazione formale e strutturale, rimangono legate ad un brutto periodo.
Proprio per l'Eur, pensata come porta a sud della città, e per l'Expo del 1942, Libera aveva progettato un arco che non fu mai realizzato perchè scoppiò la guerra e successe quello che successe.
Adesso pare che il consiglio comunale abbia approvato un ordine del giorno che “impegna la giunta Alemanno a verificare la possibilità di costruire l’Arco di Adalberto Libera all’Eur attraverso il project financing”.
e la cosa, naturalmente, ha suscitato non poche perplessità e riflessioni.
Per esempio la posizione sulla quale l’arco potrebbe sorgere visto che l’area pensata da Libera era quella dove oggi si può ammirare il palazzo dello sport di Nervi, costruito nel 1960 per le olimpiadi..
Architetti perplessi se non decisamente contrari.
Contrario Giorgio Muratori, ordinario di Storia dell'architettura a "La
Sapienza": «Ma per favore... che devo dire... è una stupidaggine. Mi
pare un'idea grottesca. Ogni cosa a suo tempo, quell'arco simboleggiava
la realtà italiana di quegli anni, riproporlo ora è assurdo. Piuttosto,
si potrebbe pensare, grazie alle tecnologie di oggi, a un arco virtuale,
fatto di luce, immateriale, questa sarebbe un'ipotesi su cui ragionare».
Perplesso Renato Nicolini, lo storico assessore alla Cultura e inventore
dell'Estate Romana: "L'idea è meno stupida di quelle che circolano di
solito, certo... l'arco è bellissimo. Ma sono perplesso per due motivi.
Si parla di realizzarlo con moderne tecnologie, ma... un'idea bellissima
dei primi anni '40 realizzata con mezzi odierni può rivelarsi un inutile
fondale kitsch. Altra perplessità, Libera, grandissimo architetto, è
morto, e se non sbaglio, ma credo di non sbagliare, di quell'arco non
esiste un progetto esecutivo. Oltretutto l'Eur oggi, pensiamo solo alle
Olimpiadi, ha un'immagine più composita dell'E42 che non fu realizzata,
immagine che va senz'altro tutelata, ma sarebbe una forzatura tentare di
trasformarlo in un parco a tema della Roma mussoliniana".
Favorevole invece Paolo Marconi, ordinario in Restauro dei monumenti a
Roma3, architetto, storico, vera celebrità nel campo della "chirurgia
plastica" dei monumenti e autore del progetto della ricostruzione del
buco di via Giulia: "Lo scopo di recuperare quanto più possibile la
facies intenzionale dell'Eur mi pare un'idea interessante. L'Eur è un
mito all'estero, considerato un grande museo dell'architettura anni
Trenta a cielo aperto. E l'arco è un magnifico pezzo di architettura. Il
punto però è: c'è il posto per le fondamenta? Tecnicamente è ipotesi
percorribile? La proposta è di carattere simbolico e come tale
l'apprezzo, ma il problema è dove collocarlo. Filologia vorrebbe che
sorgesse là dove fu previsto (più o meno dove sorge il Palasport di
Nervi, n.d.r.) e non mi pare semplice".
E infine, aggiungiamo noi, la questione dei quattrini: a noi sembra che il project financing non sia esattamente la bacchetta magica che tutto può perchè, se l'interesse dei privati nell'investire denaro in opere è ella della gestione, che ritorno può avere un Arco? non può contenere uffici, non può contenere abitazioni di lusso, non puoi far pagare un biglietto perchè lo si vede benissimo da lontano...
Bha.
ac :)