venerdė 05 novembre 2010
antichi sapori
La
bistecca di prato
Oggi praticamente ultimo giorno del Festival del Film di Roma, ultimo panino confezionato la sera prima e messo in borsa e la mattina presto via all'autobus.
E ieri sera mi sono accorta che le uova in frigo erano ai limiti della scadenza. E c'era un piattino di cicoria saltata in padella che avevo scongelato...
E fu frittata di cicoria.
Quando l'ho detto a Claudio, scartocciando il panino sui gradoni della cavea dell'Auditorium, al sole di questa estate di San Martino, lui mi ha rivelato una cosa che nemmeno Google conosce: frittata di cicoria detta a Roma "bistecca di prato". Provare per credere, digitate e avrete l'elenco delle macellerie della operosa cittadina toscana.
Bistecca di prato: si commenta da solo sulla capacitā del popolo ad guardare il bicchiere mezzo pieno. Un po' come il tipo che sta mangiando seduto per strada Sagliena, č appena arrivato il nuovo maresciallo Carotenuto Antonio che gli chiede: cosa mangi. Pane, maresciallo. Pane e cosa? E fantasia.
Per la bistecca di campo si salta la cicoria in padella con uno spicchio d'aglio: si puō lessare prima e poi saltarla, io la cicoria la metto direttamente in padella, con un filo d'olio e un filo d'acqua, poi copro la padella e quando la cicoria č cotta (cinque minuti) aggiungo uno spicchio d'aglio.
Si sbattono le uova, si aggiunge la cicoria e in padella a diventare frittata.... opssss... bistecca di prato.
Qualcuno suggerisce di frullare la cicoria quando č giā cotta, io suggerisco di spezzettarla con le forbici in modo che non sia una crema ma pezzetti consistenti..
Se poi tutto questo lo vogliamo mettere fra due fettone di pane, l'effetto campagna d'altri tempi č garantito.
angela :)