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domenica 17 ottobre 2010

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                   c'era una volta

Corso Umberto I

Uno pensa "con tutte le trasformazioni che sono avvenute a Roma, magari c'era ed è sparito". E invece corso Umberto in un certo senso c'è ancora perchè, qualcuno lo avrà sospettato, altro non è che via del Corso che in effetti ha cambiato nome parecchie volte.

Vediamo un po'...

Via del Corso è su un tracciato molto molto antico: al tempo dei romani, quelli antichi, era il primo tratto di via Flaminia che collegava il Campidoglio e l'area dei Fori con la Porta Flaminia, quella di Piazza del Popolo. E d'altra parte si sa che tutte le strade portavano a Roma e tutte le consolari partivano dal Campidoglio da cui, per esempio, la strana numerazione di via Trionfale che già all'inizio in Prati ha il numero mille e rotti perchè il numero 1 idealmente parte da Piazza Venezia per volere del Duce.

Ma torniamo al Corso.

Già all'epoca dei romani la strada si chiamava Via Lata, che significa "larga", e così continuò a chiamarsi anche nel Medioevo quando però si preferì, per andare dall'area dei Fori fino all'attuale piazza San Lorenzo in Lucina, fare la via Biberatica (il nome forse deriva dai pozzi e dalle osterie che si trovavano sul tracciato e dove si poteva bere - bibere o forse da Viperatica dato che sul Quirinale c'era il Tempio a Serapide).

La via Biberatica  partiva dai mercati di Traiano, seguiva le attuali vie delle Tre Cannelle e di Sant'Eufemia, piazza dei Santi Apostoli, via di San Marcello, piazza dell'Oratorio, via di Santa Maria in Via (tratto oggi interrotto dalla Galleria Sciarra), piazza San Claudio, piazza San Silvestro e via del Gambero.

 

Tutto questo perchè Via Lata ha una quota bassa rispetto al Tevere e molto spesso si allagava. 

Anche per l'incuria: sul tracciato della via Lata c'era una cloaca che finì per ostruirsi e in tempi antichi scorreva addirittura un piccolo fiume conosciuto come Amnis Petroniae che i romani avevano evidentemente deviato. Insomma quello che era stato il campo marzio era stato abbandonato.

 

Uno dice come è possibile? Ricordiamoci che siamo nel medioevo, periodo di povertà e di incuria. L'idea di cosa era Roma all'epoca ce la da, anche, la toponomastica (che non è un topo con mal di denti "topo no mastica") ma viene dal greco e significa nome dei luoghi (topos): via Capo le Case si chiama così perchè solo lì cominciava l'abitato; e Via delle Fratte, via della Vite, via della Vigna (attuale via del Parlamento) la dicono lunga: il Campo Marzio era diventato campagna.

E la via Biberatica che era più in alto di via Lata, diventò il tracciato più importante della zona, tant'è vero che i palazzi e le chiese più importanti del medioevo sorsero qui: la Basilica dei SS Apostoli, il palazzo dei Colonna. A questo proposito c'è un'altra riflessione da fare: i Colonna si chiamavano "domini de via Lata" ma essendo il loro palazzo sulla via Biberatica, viene da pensare che quest'ultima avesse preso il nome della strada romana, insomma una via Lata nuova e una via Lata vecchia e abbandonata.

 

Poi papa Paolo II nel 1467corse il nome di  risistemò l'antico tracciato della via Lata e ci trasferì le corse dei cavalli del Carnevale che fino all'ora si erano svolte a Monte Testaccio. E dalle corse il nome di via del Corso.

Nel 1900 la strada cambia nome e diventa Corso Umberto I dopo che l'anarchico Bresci uccide il re a Monza.

 

Nel 1944 la strada cambia di nuovo nome e diventa Corso del Popolo: mi viene da considerare sia perchè che i Savoia non avevano fatto una bella figura e Roma era stata appena liberata anche dal popolo che aveva fatto la resistenza.

Ma due anni dopo, io credo, evidentemente si pensa che la strada meriti di meglio e nel 1946 viene reintrodotto l'antico nome di Via del corso. Al Popolo rimane però la Piazza.

 

Ecco, è tutto.

 

angela :)

 

 


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