domenica 10 maggio 2015

            

                                                                                             Roma sparita

Se guardo alla mia storia dal punto di vista delle "prime volte", quella con Ettore Roesler Franz lo colloco fra gli incontri d'amore.

E' successo quella mattina che, da poco diventata romana, scoprii da un tabaccaio una cartolina che riproduceva la facciata del palazzo dove abitavano degli amici, il palazzo con la Torre della Scimmia a via dei Portoghesi, una vecchia casa che mi dava la sensazione di stare dentro al film Fantasmi a Roma.

E un'altra cartolina mi fece capire che si trattava di un amore annunciato: all'ultimo anno di liceo qualcuno degli amici pių grandi che giā studiavano alla Sapienza mi aveva regalato una riproduzione del Tritone di piazza Berberini.

E cartolina dopo cartolina vennero fuori i lungotevere con le case sull'acqua, il vecchio porto di Ripetta, i vicoli dolenti del Ghetto....

 

Amore per sempre.

Ho fatto presto a scoprire che Ettore Roesler Franz spesso prima di dipingere fotografava.

Le sue biografie dicono che andava in giro con "pennelli, colori, cavalletto e macchina fotografica"; questo per mettere maggiormente "a fuoco" quello che voleva dipingere.

C'č uno stile preciso in ERF che finisce per renderlo riconoscibile rispetto ai fotografi dell'epoca, primo fra tutti Primoli ma anche gli Alinari: ERF scatta, per quanto possibile, delle istantanee, non chiede ai suoi soggetti di mettersi in posa, li sorprende. Ed č questo il motivo di alcune immagini sfocate. Non si avvicina mai troppo alle persone ma le contestualizza nel luogo che stanno attraversando o vivendo; luogo che di conseguenza, avendo attenzione alle persone, non č quasi mai inquadrato nell'aulico equilibrio scientifico della foto di documentazione architettonica ma nella sua funzione di rapporto con l'umanitā che lo abita.

Le foto di ERF sono, in questo senso, foto da innamorato della cittā e della gente.

In occasione del suo 180esimo "compleanno", 11 maggio 1845, ve ne propongo alcune in attesa di potervene proporre altre. E vi invito ad un atto d'amore: riconoscere da quale foto č stato tratto quale acquerello, tenendo presente che non c'č una corrispondenza esatta, matematica: alcuni acquerelli non sono stati fatti sulla foto, alcune foto non hanno generato acquerelli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Poi ho trovato tante foto nell'archivio di www.romasparita.eu, "retinate" e trattate, molto probabilmente per impedirne l'uso a fini commerciali, cosa che non impedisce il godimento. alcuni sguardi sono cosė potenti che "bucano" nonostante tutti i trattamenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ed ecco gli acquerelli, i 120  del ciclo di Roma Sparita di cui trovate le specifiche nella rubrica che abbiamo curato per un paio d'anni.

http://www.iloveroma.it/articoli iloveRoma/archivi/romasparita.htm

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E infine la nostra nuova rubrica, nei luoghi di Ettore, ben lontana da avere ancora (s)coperto tutti i luoghi della Roma Sparita.

 

 

angela :)


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