sabato 10 luglio 2010
Roma sparita
Giornelli
di pescatori presso Ripa Grande (clicca
sull'immagine)
Tutto è a posto in questa magnifica veduta. tonalità, composizione, colore. Scena madre di trionfale bellezza e velata malinconia. A destra Ripa Grande con il faro, i velieri. Sullo sfondo, le alture ancora "pulite", al naturale, di Monteverde. A sinistra Salara e Mamorata distese sotto l'Aventino, non visibile, e affacciate sul fiume.
Due ragazzini fanno scena sull'archetto di un approdo mentre i pescatori hanno presidiato di forza (il fiume apparteneva loro di diritto) i piloni affioranti e i resti di antiche costruzioni.
"Avanzi del ponte Sublicio" dicono le antiche carte. E li avevano occupati con reti, giornelli, teli e attrezzi vari. Scena che contribuiva ad abbellire, ad arricchire, un fiume dalle straordinarie trasparenze, che poteva considerarsi ancora con ragione, come scriveva Baracconi, "divinità pagana incoronata di canna".
E' questo l'inizio "in maggiore" del particolare poema poetico-musicale messo insieme da Roesler Franz con le note del vero su un pentagramma personale e dedicato al Tevere. Il pittore vigilava sul vecchio fiume come un amico e non potendo arrestare la distruzione delle sponde pittoresche e la conseguente costruzione dei giganteschi bavagli al vecchio prepotente, s'industriò tra il 1880 e il 1890 a ritrarne quanto più gli era possibile e mise nel lavoro un così grande amore ed entusiasmo così vivo quale forse non aveva posto nel ritrarre alcuna altra parte di Roma.
da "Roma sparita negli acquerelli di Ettore Roesler Franz"
di Livio Jannattoni
Newton Compton Editori