Giovanni

scrivi - qui non scrivono solo i giornalisti, scrive chi vuole raccontare le storie di Roma e dei romani - scrivici

 scrivi

             chi siamo

sabato 19 gennaio 2013

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                      Roma sparita

 

Gradinata di S. Francesco di Paola.

Casa dei Cesarini

                                                    guarda l'acquarello
È una delle visioni che ebbe maggior richiamo nella Roma di un tempo. La bellezza della loggia, attribuita senza fondamento a Raffaello, l'originale posizione dell'edificio, e il voltone sottostante, colpivano immediatamente il visitatore. A tutto questo si aggiungeva la memoria, sospesa fra storia e leggenda, della famiglia Borgia, che alle Sette Sale ebbe infatti vigne e case. E per famiglia va intesa Vannozza Cattani, amante di Alessandro Borgia, poi papa, e madre di Cesare e di Lucrezia.

 

Una veduta anch'essa immutata, salvo i guasti, in primo piano, causati dalla costruzione della Via Cavour. Saltarono così tutte le case che si vedono annunciate, sulla destra, da quell'angolo con l'edicola. E la scalinata avrà altre rampe, per poter giungere al livello della nuova strada. Roesler Franz aveva fotografato l'inizio delle demolizioni, e forse anche per questo si sarà sentito in dovere di consegnare alla sua "Roma sparita" questa visione obbligata.

 

La veduta si ricollega direttamente alla precedente, entrambe rappresentative di un mondo rionale grintoso, ancora su moduli esistenziali primitivi. I Monticiani, infatti, furono chiamati anche "serci", riprendo da Zanazzo, per il "mestiere di selciaroli, arte del selciare le strade, da essi in altri tempi esercitata". Ed erano attributi, soprannomi, nomi di scherno, come dice il poeta e folclorista, che per dispetto usavano scambiarsi fra abitanti e abitanti della nostra città, da rione a rione. E costituivano pure "la scintilla da cui poi divampava il fuoco, il quale, specie nei dì di festa, degenerava in guerre fratricide, e in veri sanguinosi combattimenti. Come ad esempio le celeberrime "sassaiuolate" di triste memoria", rammenta sempre Zanazzo, "durate fin quasi a' nostri giorni". Le quali svolgevano soprattutto fra i due rioni antagonisti per eccellenza, Monti e Trastevere.

 

Quel mondo di istintivi furori, di primordiali sentimenti, si rifletteva naturalmente nell'amore, e aveva robuste propaggini anche nel gentil sesso. "Noi sémo de li Monti e sérno donne, / a litigà ciannamo senza l'arni: / semo più forte noi che le colonne!". E se questo non bastava ancora c'era il resto. "So' nata pe' li Monti e tant'abbasta, / pe' da' la minchionella so' fatt'apposta, / e canzonà er mi' amore quanno passa".


da "Roma sparita negli acquerelli di Ettore Roesler Franz"
di Livio Jannattoni
Newton Compton Editori


accade a Roma


soggettive

la città futura

c'era una volta

città del cinema

for de porta

antichi sapori

roma sparita  

parole di sindaco


Comune di Roma

Atac Roma

Auditorium

Casa del Cinema

Casa del jazz

Casa dei Teatri

Casa Letterature

Casa Architettura

MACRO

TorBellaMonaca

Teatro di Roma

Teatro dell'Opera


LaScatolaChiara

Charta Roma

Zètema

Upter

Città del Gusto

Trenitalia

Aeroporti di Roma

Cinecittà

Battelli di Roma

La Sapienza

Tor Vergata

Roma3

CameraCommercio


Provincia di Roma

Regione Lazio


Montasola

Immagini Cinema