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sabato 18 settembre 2010

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                      Roma sparita

Ponte Rotto

                        (guarda l'acquerello)

Siamo a valle del ponte. Il fiume ci viene incontro e la visione ha l’inconsueta apertura di un “grandangolo”. L’antico Ponte Emilio, poi Senatorio, poi ancora Ponte Santa Maria rinacque sotto Giulio III su progetto di Nanni di Baccio Bigio. Con poca fortuna. O per scarsa diligenza dell’architetto.di lì a poco due arcate sarebbero infatti crollate. Esito profetizzato da Michelangelo un giorno che s’inoltrava a malincuore sul ponte. E rivolto al Vasari che l’accompagnava, “Giorgio”, se ne uscì, “questo ponte ci trema sotto; sollecitiamo il cavalcare che non rovini mentre ci siam su”. E il Buonarroti sapeva benissimo di cosa parlava avendo iniziato lui stesso un’opera di restauro che Nanni doveva portare poi a termine abbastanza affrettatamente.
Il ponte venne ancora ripristinato integralmente in occasione dell’Anno Santo 1575. e l’arme di Gregorio XIII è rimasta.ma la terribile piena del 1598 doveva ridurlo a sua volta come Roesler Franz ce l’ha tramandato. Tra arcate solidamente agganciate alla sponda destra e dal 1853 raccordate anche alla sinistra mediante travata metallica. Più tardi, avanzando egualmente sulla destra la nuova “strada ripuaria”, cioè i muraglioni, venivano mandate al sacrificio altre due arcate lasciando quella più esterna isolata al centro del fiume a far da splendida pittoresca memoria del ponte e della Roma che fu.
Un barcone al centro e i “giornelli” al lavoro sotto le arcate. Le ombre lunghe del tramonto invadono le acque placide mentre il sole arrossa le case sull’isola. Nobile quinta, si affaccia sul Tevere e guarda il ponte, la chiesa di San Salvatore de pede pontis che di lì a poco verrà pure sacrificata sempre per la costruzione delle “strade ripuarie”, i lungotevere. Mentre, in un gioco prospettico che forse l’artista ha eccessivamente favorito, domina su tutto la massa cilestrina della cupola di San Carlo ai Catinari.

 

da "Roma sparita negli acquerelli di Ettore Roesler Franz"
di Livio Jannattoni
Newton Compton Editori


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