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sabato 02 febbraio 2013

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                      Roma sparita

 

Posterula delle Mura Onoriane

a Via Giulia

                                   guarda l'acquarello

 
╚ difficile stabilire dove ci troviamo. Si tratta di una scena a carattere popolare, animata dal lavoro. lontana perci˛ dalla aristocratica atmosfera di Via Giulia. Siamo nel mezzo o alle estremitÓ della strada? Senz'altro affacciati sul fiume, dove le Mura di Aureliano, poi restaurate da Onorio, presidiavano la sponda sinistra. Passavano sulla destra, come abbiamo visto, all'altezza di Porta Settimiana. La posterula Ŕ al centro, con l'antica porticina murata, e tutto l'apparato di difesa Ŕ stato ormai incorporato in un articolato ininterrotto susseguirsi di abitazioni.

 

Scene e figure comuni nelle vicende di allora. Un ragazzo spinge la sua carriola, una signora ha riempito una cesta di verdure dalle venditrici sul fondo, a sinistra avanza un carretto a vino, a destra un maniscalco Ŕ all'opera. Un cavallo sta giÓ sotto, un altro sembra aspettare, mentre in bottega un fabbro si accanisce a dare mazzate. I tetti, le tegole, qualche comignolo, e la solita edicoletta sul cantone. Una Via Giulia tutt'altro che monumentale. E ce ne da riconferma, e se ne duole, Carlo Del Balzo, in quelle sue impressioni romane dell'82.

 

"Roma", scriveva accanto, "non ha nessuna passeggiata sul Tevere: le case cadono tutte a picco nell'onda e vi si affacciano a ridosso di luridi scalini e rampe. Si vada un po' ne' vicoletti, ne' chiassuoli, nelle rampe di Via Giulia, l'antico corso della cittÓ", (ed Ŕ qui appunto la nota dolente), "i quali danno sul Tevere, e ci sarÓ ragione di tornarsene nauseati, disgustati e compenetrati insieme della grande missione che hanno tutti i liberali romani di cancellare quelle vestigia di un governo che non pu˛ pi¨ risorgere".

 

E la zona raffigurata nell'acquarello potrebbe quasi identificarsi attraverso certi ricordi di Ettore Romagnoli, che abbiamo giÓ visto andare ad abitare con la sua famiglia a S. Giovanni dei Fiorentini, a due passi dal Tevere. "Proprio sotto la nostra casa╗", scriveva, "la ripa si arrotondava, e sporgeva, come una terrazza, su un burroncello che piombava nell'acqua, tutto fiorente di rovi e di rose canine. In mezzo alla terrazza, frondeggiava un gelso secolare; e a dritta nereggiava una mascalcia, un casotto di legno dell'epoca delle palafitte, dinanzi al quale, da mane a sera, lavoravano i maniscalchi".

 

Si sarÓ affacciato, quel casotto, sul piano stradale di Via Giulia?


da "Roma sparita negli acquerelli di Ettore Roesler Franz"
di Livio Jannattoni
Newton Compton Editori


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