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sabato 16 febbraio 2013

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                      Roma sparita

Albergo dell'Orso

                                                    guarda l'acquarello


All'incontro di Via dell'Orso con Via di Monte Brianzo, il prospetto molto modesto, quasi anonimo, se non fosse per quella grande insegna, denuncia un albergo scritto a lettere d'oro nell'ospitalità mondiale. Si è favoleggiato di Dante e di tanti altri, come ospiti in quegli ambienti. Di sicuro invece, il grande nome "europeo" di Michel de Montaigne. Era entrato dalla Porta del Popolo il 30 novembre del 1580, "sur les vint heures". Qualche difficoltà all'arrivo, a causa della peste di Genova, poi va diretto all'"Orso". Ma ci si ferma soltanto il 1° dicembre. Il 2 lui e il suo seguito, occupano già alcune camere prese in fitto da uno spagnolo a Monte Brianzo, proprio di fronte alla chiesa di S. Lucia della Tinta.

 

All'epoca dell'acquarello il locale sembra aver dimenticato le antiche glorie, che tuttavia si possono riavvertire ancora nella lunga scritta, in italiano e in francese, sulla bella "tavoletta" di legno. Al centro campeggia la figura di un orso seduto e incatenato, al di sopra, in lettere rosso-bruno, come tutto il resto, si legge: Albergo e Locanda dell'Orso. Ai lati, in un disinvolto corsico, la scritta bilingue, "Vetture per lo Stato e per l'Estero. Spedizioni di Mercanzie e cavalli da Tiro".

 

Appena dieci anni dopo la veduta roesleriana, la magnifica insegna già non esisteva più. Né si sa che fine abbia fatto. La contemporanea costruzione dei muraglioni portò anche in questa zona un piccolo terremoto. Lo spazio viario adiacente all'albergo venne incredibilmente ristretto, e gli approdi resi difficoltosi. Dopo gli anni '30 l'Orso venne restaurato integralmente e richiamato a nuova vita come sede di un ristorante di prestigio. Ultima tappa evolutiva, almeno per ora, di quello che fu definito il più completo, il più caratteristico esempio di casa d'abitazione di una nobile famiglia romana del Quattrocento.

 

Anche questo dipinto porta sul retro l'etichetta dell'Esposizione londinese del 1904. "The Ancient Albergo dell'Orso (The bear's Inn) (1500)". Ma sul retro sono pure incollati, un articolo di F. Azzurri, "L'Albergo dell'Orso in Via Tor di Nona", e un trafiletto, "Ancora la Locanda dell'Orso", dal "Popolo Romano" del 19 aprile 1899.


da "Roma sparita negli acquerelli di Ettore Roesler Franz"
di Livio Jannattoni
Newton Compton Editori


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