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sabato 16 marzo 2013

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                                 Roma sparita

Via de' Cappellari

                                                                               guarda l'acquarello


Entrando da Campo de' Fiori, ci si trova ancora oggi di fronte a questa intatta visione d'altri tempi. Magari con qualche panno steso in meno. Strada antichissima che, segmento dietro segmento, adattandosi agli insediamenti medioevali, arriva a sfociare in Via del Pellegrino. Un andamento e una prospettiva messi chiaramente in evidenza nell'acquarello, che, nonostante la sopravvivenza reale del "quadro", resta una delle vedute pių rappresentative nella "Roma sparita" di Roesier Franz.

 

Tutte le case a sinistra appartengono al Rione Regola, quelle a destra rientrano invece in Parione, mentre l'arco in alto, sei-settecentesco, sembra annullare certe divisioni per ricollegare non soltanto idealmente le due sponde della strada. Ma č l'elemento umano a costituire l'amalgama rappresentativo di un ambiente. Quelle due donne in primo piano, figure riuscitissime, tra le migliori del pittore romano. E le altre persone ancora, distribuite lungo il corso della strada quasi in una lenta passeggiata, che rappresentava gran parte del "traffico" di allora. A sinistra, al civico numero 12, un targone d'angolo, lettere bianche su fondo rosso, annuncia e promette "Vini dei Castelli Romani - S 6 7 8". Dove i numeri sibillini, e la lettera S vogliono soltanto dire: Soldi 6, 7, 8 il litro. Rispettivamente, 30, 35, 40 centesimi di lira. Anche se appena qualche anno pių tardi Hans Barth, che se ne intendeva, assicurerā che quei numeri andavano riferiti al "mezzo-litro". Sulla porta, nel riquadro, č dipinta pure in rosso l'insegna comune a molti di questi locali, "Osteria con Cucina Casareccia".

 

Un particolare, che sembra esulare assolutamente da questo concluso mondo, č offerto al numero 43, sulla destra, presso l'arco, da una lapide che dice: "In questa casa / a dė 3 gennaio del 1698 / nasceva Pietro Trapassi / noto al mondo / col nome di Metastasio / / 1873". E viene spontaneo domandarsi, nel leggere queste parole, quante volte il poeta "cesāreo" avrā mai ripensato a questo suo luogo natio, standosene nella "sua" Vienna. Ma almeno la sua statua, il monumentino in marmo a lui eretto in Piazza S. Silvestro, s'č incominciato ad avvicinare ai Cappellari, dopo il trasloco alla Chiesa Nuova.

 

Un tipo di immagine della Roma che fu, questa dei Cappellari, che va almeno integrata con la visione, e i sopralluoghi, del prospetto su Via del Pellegrino, corrispondente agli stessi edifici qui allineati sulla destra. Cominciando dal Vicolo del Bollo, proseguendo, con l'Arco di S. Margherita, per finire con l'Arco degli Acetari. Incredibile squarcio di paesaggio urbano tre-quattrocentesco, arco vero e proprio e piazzetta retrostante, sopravvissuto, si permetta il paragone, come gli animali preistorici sull'altipiano inaccessibile descritto da Conan Doyle in Un mondo perduto.

 


da "Roma sparita negli acquerelli di Ettore Roesler Franz"
di Livio Jannattoni
Newton Compton Editori


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