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venerdì 24 settembre 2010

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                      Roma sparita

Ponte Rotto verso l'Aventino                   

                                  (guarda l'acquerello)

Stavolta ci troviamo a monte di Ponte Rotto e il sole bacia l’Aventino che emerge biancastro da una variegata coltre di verde. Sempre con la nota predominante del campanile di S. Alessio. Tutto in omaggio e a beneficio del nostro Ponte che per l’occasione mette frontalmente in mostra le testimonianze superstiti della sua tormentata esistenza. L’aggancio trasteverino, l’arcata originaria romana, le altre due segnate con il drago dei Boncompagni, infine gli elementi sospesi in ferro che hanno permesso di rendere nuovamente transitabile il povero mutilato. Ed è ancora visibile oggi, nell’area salvata, uno dei pilastri che sostenevano quei tiranti metallici.
Le piante di quegli anni segnano il ponte come Ponte Palatino ma tengono poi a distinguere bene il Ponte rotto dal Ponte di Ferro. Mentre Ponte Palatino sarà chiamato definitivamente quello a travate metalliche inaugurato nel 1890 e tutt’ora in esercizio. Opera senza carattere che ha tuttavia il pregio di costituire il più straordinario osservatorio per godere di quella monumentale solitaria arcata sopravvissuta.
Spicca sulla destra la facciatina di S. Maria de pede pontis costeggiata a destra da Via dei Vascellari. Pressappoco in asse con il ponte iniziava invece il suo cammino trasteverino Via della Longarina per proseguire poi come Via della Lungaretta fino a S. Maria in Trastevere. A Costantino Maes non era garbata, per dirla alla romana, l’intrusione in ferro del nuovo Ponte Palatino. E lo portava a conoscenza dei lettori del suo “Cracas” nell’agosto 1888 in un brano quasi tutto a incisi rabbiosi e costruzione indiretta.
“Dalla sponda sinistra tiberina del Ponte Palatino o Rotto – la cui arcata aderente alla sponda destra verso il Trastevere, l’originale costrutta nella censura di Scipione Africano Minore e di Mummio e per conseguente avente 1978 anni di età (Nibby, Roma antica P.I. pag. 100), venne senza ragione barbaramente atterrata, ne’ tutti i milioni della terra varrebbero mai più a ristabilire una tanta memoria – è stata varata la prima travata metallica a traliccio”.

 

da "Roma sparita negli acquerelli di Ettore Roesler Franz"
di Livio Jannattoni
Newton Compton Editori


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