venerdì 01 ottobre 2010
Roma sparita
Barche
di pescatori a Ponte Rotto
(guarda l'acquerello)
E’ palese l’innamoramento particolare da parte di Roesler Franz per le
tre arcate di Ponte Rotto. Le ha riprese a monte e a
valle,
in una veduta panoramica e a distanza ravvicinata. Ora fa il nido e
opera dalla sponda sinistra. C’è la nota gentile dei piccioni ma anche
pali e tendoni appaiono in primo piano. Attrezzature primordiali
indicative di un costume di vita che si era mantenuto immutato
attraverso i secoli. E quel parapetto sembra appartenere ad un palco sui
generis aperto su uno straordinario boccascena.
Enormi piante sono riuscite a sbocciare fra pietra e fiume intorno al
primo pilone è sorto pure un cantiere. Ma nemmeno la contaminazione dei
tiranti metallici riesca a guastare questa visione già tanto
sovraccarica e orientaleggiante. Il tendone traguarda Ponte Cestio e
l’arcata di questo ponte, quasi in un gioco di specchi, lascia a sua
volta intravedere i due molini che abbiamo incontrato fedelmente
attaccati all’Isola Tiberina.
A distanza di un secolo quell’innamoramento dovrebbe venire ricambiato.
Tivol ha ricordato Roesler Franz con una lapide, sia pure da ritrovarsi
tra gli oliveti e lungo una strada non più frequentata. Roma gli ha
intitolato soltanto una via ma ad Acilia. Consacriamogli allora questo
magnifico frammento del ponte che non voleva morire.
Regalmente isolato nel tempo e nello spazio, il moncone meraviglioso del
ponte dovrebbe venire dedicato alla memoria del gentile pittore e
cantore del Tevere. Basterebbe trovare il modo di incidere degnamente il
suo nome su quel travertino per poterlo poi leggere sporgendosi appena
dai parapetti di ferro di Ponte Palatino.
da
"Roma sparita negli acquerelli di Ettore Roesler Franz"
di Livio Jannattoni
Newton Compton Editori