scrivi - qui non scrivono solo i giornalisti, scrive chi vuole raccontare le storie di Roma e dei romani - scrivici

 scrivi

             chi siamo

sabato 09 ottobre 2010

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                      Roma sparita

Ponte Senatorio e Ponte Cestio

                                  (guarda l'acquerello)

Siamo ancora sulla direttrice di osservazione dell’acquerello precedente. Ma il pittore si è avvicinato maggiormente al suo ponte. Si insinua sotto la volta dell’arcata esterna, un tempo centrale, e mette a fuoco il pilone, ritrae con scrupolo le cinque robuste mensole d’imposta. E si tratta proprio dell’arcata che sarà possibile in seguito salvare soltanto per l’accanita opposizione alla sua distruzione da parte di alcuni componenti la Commissione Archeologica.
A contrasto con la snella razionale potenza delle strutture in pietra, in muratura, si accumulano sul davanti erbaccia secca, rami, sterpi, trascinati dalla corrente, accatastati dal turbinare dei “mulinelli”. Mentre l’immancabile ciuffo verde sull’angolo destro, in basso, fa la sua brava parte nell’economia del quadro in alto, nello spiraglio fra pilone e pilone, s’intravede Ponte Cestio ancora non trasformato e le case della testata trasteverine.
Quand’era transitabile, sia pure ricucito in ferro, dalla sua carreggiata si godeva uno dei più eccezionali panorami che Roma poteva offrire. Tutte le guide di allora ne parlano. Una veduta di 360°. Quella che aveva fatto nascere in Ferdinand Gregorovius l’idea di scrivere la “Storia di Roma nel Medioevo”. E il titolo dice pure delle trasparenze d’epoca e dell’aspetto artistico-monumentale di uno scenario che era riuscito a mantenersi intatto amalgamandosi attraverso vicende secolari.
Oggi quella veduta, appiattita dal biancore gelido dei muraglioni, si può ancora godere da Ponte Palatino. Che resta pure, ripeto, il solo accessibile osservatorio per ammirare da vicino quel prezioso frammento di Ponte Rotto. Maestoso rudere polivalente dalle molte storie che commuove, ad esempio, anche per quel grosso anello d’attracco, rimasto inoperoso, verso la sponda sinistra.
E’ l’acquerello numero 15 della Terza Serie e ultima. Lo conferma anche l’etichetta della Mostra londinese del 1904. “Ponte Senatorio, called Ponte Rotto (the brocken bridge), Ponte Cestio and Ponte Sisto in the background. N. 15 . Third and last Series”.
   

da "Roma sparita negli acquerelli di Ettore Roesler Franz"
di Livio Jannattoni
Newton Compton Editori


accade a Roma


soggettive

la città futura

c'era una volta

città del cinema

fuori porta

antichi sapori

roma sparita  

parole di sindaco


Comune di Roma

Atac Roma

Auditorium

Casa del Cinema

Casa del jazz

Casa dei Teatri

Casa Letterature

Casa Architettura

MACRO

TorBellaMonaca

Teatro di Roma

Teatro dell'Opera


LaScatolaChiara

Charta Roma

Zetema

Upter

Città del Gusto

Trenitalia

Aeroporti di Roma

Cinecittà

Battelli di Roma

La Sapienza

Tor Vergata

Roma3

CameraCommercio


Provincia di Roma

Regione Lazio


Montasola

Immagini Cinema