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venerdì 27 febbraio 2015

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                      Roma sparita

Abside della Chiesa del Salvatore presso Ponte Rotto

                                 (guarda l'acquerello)


Le demolizioni hanno già fatto il vuoto

attorno alla chiesetta originaria dell’anno Mille. Una specie di piccola Apocalisse iniziata nel 1884. quasi simbolica protesta, Roesler Franz ha voluto lasciare la propria firma, e non la data purtroppo, sul masso a destra che i marmisti stanno già segando. E da lì appare pure Ponte rotto che in questa ritagliata veduta sembra apparire integro, mostrando appieno la straordinaria bellezza delle sue classiche linee.
La chiesa presentava uno schema di estrema semplicità e i suoi volumi facevano pensare a quelli di un antico tempio. All’interno aveva tre navate con sette arcate per parte sostenute da quasi altrettante colonne alcune delle quali in granito nero orientale e con capitelli corinzi. Una relazione del 1886 apparsa nel periodico specializzato “Notizie degli scavi”, dava conto di quanto era stato rinvenuto nella chiesetta la tempo delle sdue demolizioni. Ma che fine avrà fatto tutto quel materiale? Domanda che va ripetuta quasi sempre senza esaurienti risposte per tanti, tantissimi altri casi del genere.
Stavolta nel gioco del fondali è rientrato il Colle Capitolino segnato dalla torre-campanile del Palazzo Senatorio e dal Palazzo Caffarelli (doppio colonnato). Un Campidoglio non ancora devastato e oppresso dall’incubo del Vittoriano. Ci sono pure grandi alberi lassù che si affacciano evidentemente sui Fori. Mentre dalla parte opposta fanno ancora una volta capolino le due solite cupole, S. Andrea della Valle e S. Carlo ai Catinari.
Non per nulla Franz Grillparzer, ritornato nella sua Vienna, rievocava Roma in una delicata poesia, Vom Ponte Rotto. Un ricordo vivo che si fa dolce presenza anche in questi versi.
“Tu pensi a Roma…
i monti fiammeggiano in un manto purpureo.
Tu vedi incresparsi le gialle onde del Tevere…
Quando soave sussurra l’aria vespertina fra l’edera
E un dolce profumo la tomba romana circonda.”

   

da "Roma sparita negli acquerelli di Ettore Roesler Franz"
di Livio Jannattoni
Newton Compton Editori


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