sabato 20 novembre 2010
Roma sparita
Sponda
destra del Tevere a monte di Ripa Grande
Strana veduta grandangolare. Quasi un sobborgo di un’altra città. Di
città europea a metà 800. impersonale, con grandi casamenti. Eppure
siamo al gomito del fiume che girava dopo Ponte Rotto, appena visibile
sull’estremo lembo destro.
Roesler Franz ci mette così al cospetto di una sponda anomala, poco
romana, tutta strapiombo sul fiume. Ma senza case che la bordano. Terra
di nessuno? Tutt’altro. Corrispondiamo addirittura con il cuore di
Trastevere. Ci sono alberi in secondo piano, un’olmata famosa, tuttavia
esclusi dalla veduta dei ponti ed esclusa Ripa Grande, resta una sorte
di anonimato paesaggistico appena riscattato dal campanile di S.
Cecilia, a sinistra della colonna di fumo, e da quello più piccolo di S.
Maria in Cappella.
Il primo schermo di edifici si affaccia al di là della ripa. Su Via
della Scalaccia, via di S. Maria in Cappella e ancora più in là Via dei
Vascellari. E tutti si rispecchiano nel letto del Tevere, molto largo in
questo tratto. Ci si ritrova sperduta anche la barca in primo piano con
i soliti pescatori affaccendati alle reti.
“Come Roesler Franz raccontava, erano stati i lavori di sistemazione del
Tevere che lo avevano spinto a porsi alla difficile impresa di
conservare con l’opera del suo pennello quanto più poteva degli aspetti
della Roma che spariva. Si pensi infatti al Tevere”, proseguiva Federico
Hermanin già nel 1909 “e si vedrà che ha subito una trasformazione
assolutamente radicale, tanto da assumere un aspetto del tutto nuovo.
Chi ricorda le sponde coperte di case vecchie, che sporgevano sull’acqua
coi loro balconi, colle terrazze, coi giardini densi d’agrumi, chi
rammenta gli avanzi di mura e di torri sparsi qua e là e le posterule
oscure e i ciuffi d’alberi, dovrà senza dubbio consentire nel trovare
molto utili e comodi i grandi muraglioni di travertino, ma proverà come
un rimpianto per il quadro suggestivo, pieno di ricordi e spesso così
bello”.
da
"Roma sparita negli acquerelli di Ettore Roesler Franz"
di Livio Jannattoni
Newton Compton Editori