sabato 27 novembre 2010
Roma sparita
Il
Tevere presso la Lungara
Le due sponde, quasi divaricate, sembrano dissolversi a imbuto verso le
tre arcate e i due occhialoni di Ponte Sisto velati dalla foschia
(curiosamente due occhialoni invece di quell’uno che siamo abituati a
vedere). Con la cuspide di San Crisogono messa quasi a vigilare. A
destra Trastevere e il muraglione di contenimento dei giardini della
Farnesina. Il rettifilo della Lungara passa al di là. A sinistra il
cordone di case sul rovescio di Via della Bravaria, di Via dell’Armata.
Più in generale tutte quelle che popolano il lato tiberino dell’altro
grande e più aristocratico rettifilo,quello di Via Giulia. Inoltre la
mole nettamente visibile di Palazzo Falconieri.
Il cordone di case, come si vede, dialogava direttamente col fiume.
Purtroppo verrà cancellato a seguito della costruzione dei muraglioni
che accentueranno la distanza Tevere-città fino ad impedire
completamente e per sempre quel dialogo. In proposito va osservato che
l’insediamento di quelle abitazioni, di quelle eterogenee costruzioni,
che si succederanno anche nelle vedute seguenti, era stato favorito in
tempi molto remoti dalle rovine delle Mura di Aureliano e Probo. Siera
trovato cioè molto pratico e comodo poggiare le strutture murarie su
quel tratto dell’antico classico recinto che dopo Porta Flaminia piegava
verso fiume e ne difendeva a lungo la sponda sinistra. Soltanto poco
prima di Ponte Sisto il muro fortificato passava sull’altra riva a Porta
Settimiana e si inerpicava sul Gianicolo. Per ridiscendere poi verso la
Porta Portuense e proseguire per l’Ostiense e l’Appia.
da
"Roma sparita negli acquerelli di Ettore Roesler Franz"
di Livio Jannattoni
Newton Compton Editori