venerdì 17 dicembre 2010
Roma sparita
Case
sul Tevere presso Monte Savello
(guarda l'acquerello)
Incredibile risvolto tiberino di un Monte Savello consacrato un secolo
dopo allo scorrimento veloce. Non si sa se c’è da recriminare o da
ammirare di fronte a questa composita varietà di strutture e di
scenario. Ma la visione si accosta di molto a certe impressioni che
Carlo Del Balzo, scrittore e romanziere, ricavò nel corso di una
“passeggiata in barchetta da Ripetta a Ripa grande” e consegnò poi ad un
suo volume, Roma, apparso a Milano nel 1882.
“La realtà è triste”, scriveva in una di quelle pagine. E il brano è
tutto degno di venire trascritto. “Roma sul Tevere è pittoresca, è
fantastica, ma è cenciosa e sporca: case alte, annerite, senza nessuna
linea, nessun ornato, nessuna grazia, costruite a picco sul fiume,
luridi e giganteschi casolari qua e là puntellati, rappezzati, con
scalette e ringhiere di legno tarlato, giganteschi casolari condannati
fra tanta luce e tanta aria ad essere privi di luce e di aria per certe
finestrucce microscopiche che sembrano i buchi di un’uccelliera,
incapaci di dare aria e luce alle case ma capacissime di portarci dentro
le esalazioni pestilenziali delle cloache che sboccano a fiume proprio
lì sotto di esse; quelle case alte e informi sono la figura più precisa
della miseria superba, sono colossi cenciosi.”
Ma già un anno prima, dopo una mostra di acquerelli tiberini di Roesler
Franz, L. Bellinzoni aveva tenuto a dichiarare: “tutto l’interesse che
s’attaccava alle fabbricazioni svolgentesi sulle rive del nostro Tevere,
o è già sparito o andrà cancellandosi per inevitabile destino. Di qui a
dieci anni nessuno, romano o no, saprà ricordarsi della forma che
avevano i limiti del Tevere, tanto accidentali e tanto sublimi nella
loro bruttezza”.
da
"Roma sparita negli acquerelli di Ettore Roesler Franz"
di Livio Jannattoni
Newton Compton Editori