sabato 01 gennaio 2011
Roma sparita
Case
medievali presso San Giovanni dei Fiorentini
Classico particolare di abitate ripe tiberine prima della costruzione
dei muraglioni. Al centro un grande campione di caseggiato con
ballatoio. Loggiato, logge e balconi in legno. E tutto l’edificio e
oltre pavesato di panni stesi. Una muraglia di raccordo sulla sinistra,
la chiesa dominante in secondo piano. Le rondini svolazzano a pelo
d’acqua e dicono della fa,ilarità che hanno con questo naturale punto di
riferimento in piena città.
“All’ora pi del tramonto”. Sembra proseguire Giuseppe baracconi, 2un
gorgheggiare vario e continuo rispondentesi dalle terrazze, uscente con
singolare contrasto dai concavi triregni delle armi papali del vecchio
ponte…Tutto ciò è sparito”, riprende, “o va a sparire; e chi non lo vide
ignorerà uno degli aspetti più curioso e più pittoreschi della grande
sfinge romana. Chi lo vide e l’intese vi tornerà col pensiero, vi
cercherà un rifugio ideale della memoria”.
Ma è altrettanto significativo considerare che su quel cordone di case
diviso fra fiume e città nacquero e crebbero intere generazioni di
romani. Romani autentici, tiberini (ci vedremo nascere Ettore Petrolini)
che vivevano in completa simbiosi col loro fiume. Un cordone che
l’avvento dei muraglioni e dei lungotevere doveva spazzare via iniziando
una dolorosa operazione di recupero-abitazione, nuove abitazioni da
parte dei rimasti orfani di casa. Operazione che nel corso di un secolo
non ha mai smesso di oscillare tra perita e riacquisto, tra sfratto,
baracca e baraccati.
Se dobbiamo credere alla relazioni ufficiali, non dovette trattarsi di
perdita da poco. Il lungotevere sulla riva destra, da piazza Pia agli
scali di Ripa Grande, era stato preventivato in 2500 metri lineari.
Quello sulla riva sinistra, dalla passeggiata di Ripetta a Bocca della
Verità in 3300. anche se dobbiamo togliere qualcosa per spazi liberi o
altro, resta sempre un robusto ininterrotto cordone lungo varie
centinaia, forse migliaia di metri con un numero imprecisato di casa
sacrificate tra le quali si trovavano comprese pure molte chiese,
palazzi, monumenti archeologici e perfino due enormi teatri, l’antico
Apollo a Tordinona e il moderno Politeama romano interamente in legno
presso Ponte Sisto.. tutte perdite e distruzioni di cui si è cercato di
dare conto in una apposita Appendice di “monumenti scomparsi” o comunque
spazzati via in quella specie di apocalisse distruttiva e ricostruttiva.
da "Roma sparita negli acquerelli di Ettore Roesler Franz"
di Livio Jannattoni
Newton Compton Editori